Ferrara protagonista nella rivista del Touring Club Italiano
Una delle pagine della rivista Touring dedicata a Ferrara

Definita la città dove anche i turisti trovano una propria dimensione

Il mensile Touring ha dedicato a Ferrara uno speciale di ben otto pagine sull’uscita di aprile, a firma di Isabella Brega, caporedattore centrale della rivista, e foto di Marco Raccichini, con tanto di rimando in copertina.
Il Touring Club Italiano è da sempre punto di riferimento nel campo dell’editoria turistica in Italia. L’associazione, fondata nel 1894 da un gruppo di giovani imprenditori milanesi, persegue da centotrent’anni l’obiettivo di offrire ai soci una rete di contatti e una serie di servizi per conoscere, scoprire e viaggiare l’Italia. A oggi ne conta più di 150mila iscritti, e a questo corposo numero di appassionati (erano precisamente 156.627 soci nel 2022) è arrivata nelle settimane scorse la pubblicazione ‘Touring – Il viaggio, l’esperienza, la cura’, che contempla tra le sue pagine un ricco servizio su Ferrara.

“Ferrara ha un rapporto “sano” con il proprio patrimonio artistico e con il turista – scrive Isabella Brega nel lungo articolo dal titolo ‘La sindrome degli Estensi’ -. Non è la città del selfie, non abdica al proprio ruolo di protagonista per essere solo lo sfondo di ricordi e dei monumenti, ma è ancora soggetto e attore. Eppure le sue vie non sono flagellate dall’inconfondibile colonna sonora delle ruote di trolley stranieri”. “Perché Ferrara ha la solida bellezza di Firenze, l’umidità e la malinconia di Venezia, palazzi degni di Roma, ma non è nessuna di queste. Non è compiutamente emiliana, è un altrove che non rientra in uno schema precostituito”. “È solo se stessa”, “sicuramente vera e autentica, che vive dei suoi ritmi, dei suoi riti, dei suoi spazi non meno che delle sue suggestioni, dove anche i turisti trovano una propria dimensione e un proprio tempo”, si legge sulle pagine del Touring.

Si racconta della città, patrimonio Unesco, come uno dei principali centri del Rinascimento italiano, e come ora stia puntando su arte, grandi mostre e turismo culturale in una dimensione lenta e sostenibile. Una lezione, come specifica l’articolo, appresa proprio dai suoi antichi signori, gli Este. “Al tempo stesso è una città per tutti – scrive ancora Brega -, facile, scenografica, da vivere più che da contemplare”. “Città slow e sostenibile, con il dna nelle tante biciclette che non hanno bisogno di rivendicare diritti e spazi, ma costituiscono la linfa vitale di strade e piazza, Ferrara cresce nelle due ruote e investe sulla cultura. La conosce, la produce e punta sul turismo culturale”.

Nelle pagine del Touring viene anche ricordata la mostra su Escher, visitabile fino al 21 luglio a Palazzo dei Diamanti, e quella degli Ebrei nel Novecento italiano al Meis.