
La sperimentazione del progetto va avanti e arriverà a fine anno
La sperimentazione del “Condominio inclusivo” cominciata a Casa Bottazzi prosegue. Per la precisione, ci saranno altri quattro mesi di tempo per valutare l’esperienza che, da qualche tempo, offre una nuova possibilità abilitativa ad un target sensibile, nella struttura sociosanitaria che si trova in pieno centro a Bondeno.
L’esperienza avrebbe, infatti, dovuto concludersi nella sua forma sperimentale il prossimo 17 agosto. Tuttavia, inrelazione al fatto che alcune sperimentazioni hanno spesso bisogno di più tempo per fornire i risultati necessari per una corretta valutazione, è stata disposta dal Comune una proroga per altri 4 mesi. Il completamento di Casa Bottazzi, nel cuore di Bondeno, con gli alloggi riservati alle persone fragili realizzati al primo piano della struttura, ha aperto alla possibilità di dare il via ad una programmazione che prevede uno spazio abitativo, affiancato da personale qualificato.
Il tutto per offrire a persone anziane e diversamente abili l’opportunità di svolgere un percorso di vita indirizzato aduna seppure parziale autonomia. «Crediamo in questo progetto, che è stato inaugurato e per il quale abbiamo deciso di prorogare la sperimentazione in atto – spiegano il sindaco di Bondeno, Simone Saletti, e l’assessore ai Servizi sociali, Ornella Bonati –. Questo, al fine di garantire la qualità, l’accessibilità e la continuità di servizi rivolti a persone in situazione di difficoltà. Servizi che hanno fin qui fornito buoni risultati e vanno certamente proseguiti». Non si tratta degli unici servizi rivolti alle persone fragili presenti a Bondeno, dove sono in un funzione i laboratori del centro sociooccupazionale Cerevisia/Keramos (laboratorio per la realizzazione di oggetti in ceramica; ndr) e le altre opportunità offerte dal centro Airone, sempre a Casa Bottazzi. Oltre a questo, è attivo il progetto di co-housing, attualmente in corso in via Enrico Fermi. L’intenzione del Comune, dunque, è quella di continuare a lavorare in direzione di un progetto di “Vita indipendente”, che ha soprattutto in Casa Bottazzi e negli alloggi del “Condominio inclusivo” la propria architrave.










