L'inaugurazione della panchina rossa ad Ambrogio

Lo sportello Nontiscordardime ha accolto ben 18 donne, la metà copparesi

“La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti” è il monito che campeggia sulla nuova panchina rossa inaugurata ieri ad Ambrogio “In memoria di tutte le donne vittime di violenza”. L’iniziativa del Coordinamento Donne Lega Spi Cgil di Copparo e Ro di Riva del Po in collaborazione con il Comune di Copparo, nell’ambito delle iniziative per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, “Ogni giorno. La violenza sulle donne riguarda tutti, sempre”, è stata particolarmente partecipata dalla comunità.

La mattinata è infatti stata scandita da analisi, riflessioni e anche dalla preghiera guidata dal parroco, don Piergiorgio Mancin, alla presenza dell’assessora alla Cultura Paola Peruffo e del presidente del Consiglio comunale Alessandro Amà, delle referenti provinciale e locale del Coordinamento Donne Lega Spi Cgil Katia Cardinale e Mariella Bonazza e del comandante della stazione Carabinieri di Ambrogio maresciallo maggiore Carmine Landolfo.

Tutti concordi sulla necessità di un totale cambiamento di cultura a fronte di numeri impietosi: le 106 vittime di femminicidio, ma anche le 18 donne accolte dal 1° gennaio al 31 ottobre 2023 dall’operatrice del Progetto Uscire dalla Violenza del Centro Donna Giustizia allo Sportello Nontiscordardime di Copparo. Di queste sono 10 quelle già accolte nel 2022 o negli anni precedenti che hanno continuato un percorso e 8 quelle che hanno contattato lo sportello per la prima volta nel 2023 o sono ritornate dopo più di un anno dall’ultimo accesso: 15 sono italiane e 3 provengono da altri Paese, 9 sono di Copparo, 2 di Ferrara, 1 di Berra, 3 di Tresignana, 1 di Jolanda, 1 di Ostellato, 1 di fuori provincia.

Tutte 18 donne accolte hanno dichiarato di aver subito una qualche forma di violenza: 16 sono madri di complessivi 34 figli, dei quali 22 hanno subito violenza diretta e/o assistita.

I maltrattanti appartengono alla sfera affettiva/intima coniugi, conviventi, fidanzati, ex e familiari, ma anche amici e, per una piccola quota, “vicini di casa” e persone legate al contesto lavorativo. I percorsi di uscita dalla violenza sono dunque particolarmente complessi, tenendo conto dei risvolti emotivi e affettivi, ma anche connessi al tema della casa e dell’autonomia economica.