Nella foto il momento della benedizione impartita da Don Daniele Panzeri

La benedizione dei locali e la visita delle onoranze funebri per la riapertura

La camera mortuaria di Copparo è pronta: giovedì 29 giugno don Daniele Panzeri ha impartito la benedizione ai locali completamente rinnovati alla presenza del sindaco Fabrizio Pagnoni e di Giacomo Turra, amministratore unico di Gecim, che è stata incaricata della gestione della struttura, del personale delle società partecipate Venerio Rovetti, Sara Tuffanelli, Federica Barioni e Elena Morelli, della progettista Caterina Villani, e dei titolari delle onoranze funebri locali.

A margine della cerimonia è stato possibile approfondire il funzionamento della struttura e del servizio, oltre al regolamento già approvato nel febbraio 2020.
«Mi complimento con i tecnici di Gecim per la caparbietà con cui hanno centrato un risultato tanto importante per la nostra comunità, afferma il primo cittadino. Desidero ringraziarli per aver messo tutto l’impegno nel restituire uno spazio dignitoso, curato in ogni dettaglio, a un servizio tanto sensibile e sentito e nell’aver fornito agli operatori ambienti sicuri e funzionali».

«Con orgoglio, rimarca Turra, siamo giunti alla riapertura della camera mortuaria, rispondendo a una esigenza della cittadinanza, che troverà ambienti non solo a norma, ma anche dotati di tecnologie avanzate, e locali accoglienti e raccolti. Il servizio è al momento riservato alle persone nate, residenti e decedute nei comuni convenzionati di Copparo e Riva del Po».
Il percorso per giungere alla riapertura è stato complesso. L’intervento di riqualificazione eseguito dall’Ausl ha fatto rilevare diverse problematiche e, benché l’Azienda abbia provveduto in parte a risolverle, si è dovuto constatare che i problemi non consentivano il normale avvio della gestione da parte di Gecim.

L’Amministrazione ha ritenuto di dover accelerare i tempi procedendo direttamente, poiché peraltro il Comune ha l’obbligo di disporre di locali per il ricevimento e l’osservazione delle salme e per l’assolvimento delle funzioni obitoriali. I lavori hanno necessitato di una nuova progettazione, dell’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, di nuovi affidamenti, ad esempio per la fornitura e la posa degli infissi, che peraltro hanno comportato rallentamenti per le difficoltà di approvvigionamento dei materiali legate al complesso quadro congiunturale e alla generale situazione del mercato, dal momento che questi elementi provengono dall’est Europa con i problemi di tempistiche di consegna ormai noti.

I costi della manutenzione straordinaria necessari saranno ammortizzati grazie alla modifica della concessione dei locali, che prevede un’estensione di dieci anni portando a trent’anni la durata complessiva della disponibilità dell’immobile, ma limitando il pagamento del canone al solo primo decennio.