Facebook su smartphone (foto Wachiwit / Shutterstock.com)
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I progetti in campo per gli adolescenti prevedono soprattutto interventi mirati a prevenire o arginare i comportamenti di aggressività, anche e soprattutto attraverso i social

Il fenomeno del cyberbullismo è una forma di violenza digitale ancora più insidiosa del bullismo. Basta un commento ‘pesante’ sui social per creare delle fragilità in un adolescente che possono arrivare a compromettere anche la qualità della sua vita. 

Secondo una ricerca condotta con l’ausilio del portale “ScuolaZoo”, il sito web più utilizzato da coloro che frequentano la scuola, in Italia, un adolescente su due è vittima di questi fenomeni. E così l’Unione Europea, nel 2017, ha decretato che il 7 febbraio è la giornata da dedicare alla sensibilizzazione di questo fenomeno sempre più dilagante tra i giovani e i giovanissimi.

Nel Ferrarese, da circa vent’anni, opera un progetto di Promeco del Comune di Ferrara e dell’ Ausl che si chiama Punto di vista: l’operatore a scuola dedicato al tema della prevenzione, che interviene tra le altre cose anche sul bullismo. Il progetto, coordinato dal responsabile scientifico per AUSL Alberto Urro in sinergia con l’Amministrazione comunale di Ferrara, promuove azioni mirate al monitoraggio ma soprattutto alla prevenzione e al contrasto del fenomeno. Punto di vista, avvalendosi di operatori-psicologi ed educatori della cooperativa in appalto, nelle scuole, opera anche in collaborazione con il coordinamento della Prefettura, il tavolo provinciale adolescenti e l’Ufficio scolastico provinciale.

Questi progetti per gli adolescenti prevedono soprattutto interventi mirati a prevenire o arginare i comportamenti di aggressività che sempre più spesso si manifestano fra i giovani, specie attraverso i social. Gli interventi di contrasto al bullismo vengono realizzati anche con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine del territorio, anche la polizia postale e la polizia locale. “Punto di vista” si esplica anche attraverso le consulenze per gli adolescenti e le loro famiglie e l’attuazione di progetti per la prevenzione del fenomeno del bullismo

Entriamo nelle scuole, medie e superiori, operiamo in diversi modi per comprendere il disagio sotteso all’aggressività creando una buona qualità delle relazioni, facilitando tutti gli interventi, scuola e territorio” spiega il referente Urro. 

“È solo con un impegno costante stimolando una buona qualità delle relazioni che si possono  contrastare questi fenomeni. Ma è altresì necessario che tutta la comunità dedichi interesse e risorse agli adolescenti affinché percepiscano il loro futuro ruolo di adulti con fiducia” chiude lo stesso Urro.