Piazza Trento e Trieste a Ferrara

La nostra provincia è la prima in Italia per la raccolta differenziata, al 93° posto per indice di criminalità. 92esima posizione per indice del clima

È stata pubblicata oggi, lunedì 13 dicembre, l’annuale classifica del Sole24Ore che fotografa la qualità della vita nelle province italiane. Nella storica indagine, arrivata alla 32ª edizione, che vede in vetta Trieste, Ferrara perde 11 posizioni (ne aveva guadagnate ben 30 lo scorso anno), scendendo dal 34° al 45° posto.

La classifica integrale si può consultare al seguente indirizzo: LINK

I risultati della provincia di Ferrara

Fra le 107 province italiana, Ferrara si posiziona prima in classifica per la raccolta differenziata.

La provincia estense è invece all’ultima posizione (107° posto) per ondate di calore, indicatore che individua i giorni annui con temperatura percepita uguale o maggiore a 30°. L’indice del clima posiziona Ferrara al 92esimo posto.

Nella macro area “Ambiente e servizi”, la nostra provincia raggiunge un buon risultato (2° posto) per qualità della vita dei giovani, la qualità della vita dei bambini (6° posto); 31° posto per qualità della vita degli anziani.

Rispetto all’anno scorso, la nostra provincia ha perso 10 posizioni nella macro categoria “Ricchezza e consumi”, passando dal 31° al 41° posto.

Variazione positiva è avvenuta nell’ultimo anno nella macro categorie “Giustizia e sicurezza” (+26 posizioni rispetto al 2020), dove però vari indicatori posizionano Ferrara in fondo alla classifica, come l’indice di criminalità (93° posto), i furti in abitazione (91° posto), le truffe e frodi informatiche (92° posto) e la mortalità per incidenti stradali (90° posto).

Anche la macro categoria “Demografia e società” guadagna 26 posizione dal 2020. Ferrara si posiziona al 100° posto fra le province italiane per quoziente di natalità, per cui i nati ogni 100 abitanti sono 5,2; altro dato allarmante è la 103esima posiziona per l’indice di dipendenza anziani, ovvero i residenti di 65 anni e più ogni 100 residenti in età attiva (15-64 anni), dove il valore è di 46,5. Sempre in questa macro categoria, Ferrara ottiene risultati positivi per la percentuale di persone laureate e con altri titoli terziari tra 25 e 39 anni (14° posto), e medici specialisti ogni 10mila abitanti (12° posto).

La città delle biciclette si posiziona 14esima per le piste ciclabili.

L’indagine “Qualità della vita 2021”

L’indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore prende in esame 90 indicatori, suddivisi in sei macro-categorie tematiche (ciascuna composta da 15 indicatori) che accompagnano l’indagine dal 1990: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.
L’aumento a da 42 a 90 indicatori, proposto già dal 2019, consente di misurare molti aspetti del benessere. Gli indicatori sono tutti certificati, forniti al Sole 24 Ore da fonti ufficiali, istituzioni e istituti di ricerca.

Di solito l’indagine della Qualità della vita, pubblicata alla fine dell’anno in corso, prende in esame i dati consolidati relativi ai 12 mesi precedenti. Anche quest’anno, però, sono stati raccolti alcuni parametri aggiornati al 2021 (a metà anno, se non addirittura a ottobre) con l’obiettivo di tenere conto della recente ripresa post 2020. Le sole performance dell’anno scorso, infatti, sarebbero risultate superate dall’evoluzione della crisi pandemica e avrebbero restituito solo la fotografia di un anno molto particolare condizionato dalle rigide misure restrittive introdotte per contenere i contagi da Covid-19. Così, nell’indagine quest’anno si contano ben 28 indicatori su 90 riferiti al 2021.

Anche quest’anno vengono introdotti nel panel dati nuovi per poter interpretare meglio l’attualità e includere particolari aspetti che oggi incidono sul benessere della popolazione. Tra questi, ad esempio, il numero di farmacie ogni mille abitanti, che in queste ore, con i tamponi rapidi, rappresentano un servizio sanitario di prossimità cruciale. Oppure gli infortuni sul lavoro, l’affollamento degli istituti di pena, i farmaci per la depressione, gli esposti per inquinamento acustico e l’energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile. Gli indicatori che misurano i livelli di istruzione della popolazione, infine, sono stati spostati nella categoria «Demografia, società e salute» per lasciare più spazio ad alcuni dati climatici ed ecologici in «Ambiente e servizi».

I risultati in Italia

Il primo posto nella graduatoria sulla Qualità della vita nelle province italiane spetta a Trieste, già salita negli ultimi due anni al quinto posto della graduatoria annuale. Nella classifica 2021 il capoluogo giuliano conquista anche il primato nell’indice tematico di «Cultura e tempo libero», arriva seconda in «Affari e lavoro» e quarta in «Ambiente e servizi». Sul podio inoltre torna Milano, dopo la scivolata fuori dalla top ten nel 2020 per effetto del Covid, e Trento resta solida al terzo posto.

I risultati dell’indagine evidenziano che tra le prime dieci province, sette sono del Nord-Est: Bolzano (5ª), Pordenone (7ª), Verona (8ª) e Udine (9ª) che confermano la loro vivibilità e Treviso (10ª) è l’unica new entry, anche grazie al primato nella Qualità della vita delle donne, l’indice presentato per la prima volta quest’anno per mettere al centro le tematiche di genere nella ripresa post-pandemia.

Confermate nella top ten anche Aosta (4ª) e Bologna (6ª). Il capoluogo emiliano, in testa nell’edizione 2020, scende di qualche posizione ma conquista il primo posto in «Demografia, società e salute» soprattutto grazie agli elevati livelli di istruzione della popolazione.

La situazione in Emilia-Romagna

Perdono terreno le province dell’Emilia Romagna, penalizzate – tra l’altro – dal numero di denunce per tipologie di reato in «Giustizia e sicurezza» e nei due indici del clima (che sintetizza dieci parametri climatici, dalle ondate di calore agli eventi estremi) e dello Sport e Covid (che misura l’impatto sui campionati sportivi e gli eventi annullati).