Le due immagini pubblicitarie

Il rapporto tra arte e “advertising”, la rivisitazione delle opere del passato

“Ma dove l’abbiamo già vista?”. Ha suscitato molta curiosità tra vari appassionati d’arte l’illustrazione utilizzata recentemente per un “advertising” del Consorzio Vini di Romagna: si tratta di una ragazza, tratteggiata nell’inconfondibile stile Liberty, che regge un calice di spumante; sullo sfondo, all’orizzonte, chiome di pini e colline: soggetti perfetti per riportare in auge la tradizione romagnola del ‘900.

Ma non solo: l’immagine, infatti, appare un adattamento del manifesto creato intorno al 1910 dal famoso artista pesarese Mario Borgoni per la Birra Milano. In quel caso la fanciulla reggeva un bicchiere di birra; all’orizzonte il Duomo del capoluogo lombardo e i camini fumanti di alcune fabbriche in attività: rappresentazione ante litteram della “Milano da bere”…

Dunque, se molto si crea, “nulla si distrugge” in pubblicità: a volte bastano un po’ di fantasia, un occhio attento agli artisti del passato e magari l’utilizzo di un programma di grafica.

Borgoni del resto è in buona compagnia: la Gioconda di Leonardo è stata raffigurata in molti modi, a bordo di un’auto cabriolet o in procinto di sorseggiare un buon tè… Il rapporto tra opere d’arte e pubblicità è spesso al centro di un dibattito che ha come oggetto questa commistione all’insegna del “pop”, da alcuni ritenuta non opportuna.

Non si escludono altre interpretazioni dell’opera di Borgoni, anche perché lo storico marchio, rappresentato dal nome e dall’illustrazione, risulta registrato e quindi di proprietà di una notissima e internazionale marca di birra.