Ministero della Salute contro ministro dei Trasporti. E alla fine il distanziamento sui treni a lunga percorrenza resta. “È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine». L’annuncio arriva dal ministro della Salute Roberto Speranza. «Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus». No, dunque, del ministro della Salute alla deroga concessa il 31 luglio dal ministero dei Trasporti. Il dicastero con una nota aveva indicato « alcune modifiche all'organizzazione del trasporto ferroviario a lunga percorrenza». In particolare secondo la nota era «consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo dei treni a lunga percorrenza» in determinati casi. Restava esclusa la possibilità di utilizzare i sedili contrapposti, quelli per intendersi “faccia a faccia” «nel caso in cui non sia possibile garantire permanentemente la distanza interpersonale di almeno un metro, ferma restando la possibilità di derogare a tale regola qualora i passeggeri siano conviventi nella stessa unità abitativa». La decisione di far viaggiare sul 100% dei posti i treni a lunga percorrenza Frecciargento e Frecciarossa di Trenitalia e i treni Italo aveva causato «molta preoccupazione» nel Comitato tecnico scientifico perché, sottolineano fonti dell'organismo governativo, è stata presa «senza aver ricevuto il parere del Comitato».

Il ministero della Salute “stoppa” quello dei Trasporti e vince la prudenza vista anche la curva dei contagi

Ministero della Salute contro ministro dei Trasporti. E alla fine il distanziamento sui treni a lunga percorrenza resta. “È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine». L’annuncio arriva dal ministro della Salute Roberto Speranza. «Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus».

No, dunque, del ministro della Salute alla deroga concessa il 31 luglio dal ministero dei Trasporti. Il dicastero con una nota aveva indicato « alcune modifiche all’organizzazione del trasporto ferroviario a lunga percorrenza». In particolare secondo la nota era «consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo dei treni a lunga percorrenza» in determinati casi. Restava esclusa la possibilità di utilizzare i sedili contrapposti, quelli per intendersi “faccia a faccia” «nel caso in cui non sia possibile garantire permanentemente la distanza interpersonale di almeno un metro, ferma restando la possibilità di derogare a tale regola qualora i passeggeri siano conviventi nella stessa unità abitativa». La decisione di far viaggiare sul 100% dei posti i treni a lunga percorrenza Frecciargento e Frecciarossa di Trenitalia e i treni Italo aveva causato «molta preoccupazione» nel Comitato tecnico scientifico perché, sottolineano fonti dell’organismo governativo, è stata presa «senza aver ricevuto il parere del Comitato».