A maggio i ragazzi di 45 classi si ritroveranno di nuovo in campagna per lezioni dedicate alla biodiversità e per assistere all’evoluzione delle coltivazioni

Scuola e settore agricolo insieme per mostrare a 45 classi di giovani allievi il ciclo delle produzioni tipiche, le fasi delle colture, le lavorazioni, la qualità dei prodotti a chilometro zero. È l’obiettivo di “adotta un campo di grano”, alla sua prima edizione a Ferrara, che ha coinvolto – in una partnership tra pubblico e privato – circa 300 studenti delle scuole primarie ‘Poledrelli’, ‘Costa’, ‘Govoni’, ‘Tumiati’, ‘Pacinotti’, ‘Le Margherite’, ‘Gobetti’ e ‘Jovine’.

Il progetto, che ha ricevuto il via libera in giunta nella seduta del 16 novembre, è promosso dall’azienda Molini Pivetti di Renazzo, d’intesa con l’Amministrazione, che ha stanziato circa 4mila euro per sostenere l’iniziativa. Iniziativa che è giunta alla conclusione della prima fase: la “semina”, affrontata e approfondita dagli studenti direttamente sul campo: nelle ultime settimane ragazze e ragazzi hanno infatti potuto toccare con mano i semi del grano e hanno sparso la semente con l’antica tecnica ‘a spaglio’. A maggio i ragazzi si ritroveranno di nuovo in campagna per lezioni dedicate alla biodiversità (a tal fine apicoltori mostreranno il ruolo centrale delle api per il nostro ecosistema) e per assistere anche all’evoluzione delle coltivazioni.
L’azienda ha inoltre realizzato alcune schede di approfondimento illustrate, con uno stile grafico molto diretto e di immediato apprendimento.

Nel corso dell’ultimo incontro, i giovanissimi hanno scritto le loro lettere a Babbo Natale. Tra i temi che più sono stati affrontati: quello ambientale. Gli studenti si impegnano a fare la raccolta differenziata, a usare meno l’auto e di più la bicicletta, a stare attenti a non buttare rifiuti per terra. Alcune missive sono autentici appelli a non sprecare l’acqua, a usare l’elettricità con moderazione, a non buttare a terra carte e rifiuti, a raccogliere quelli che già ci sono. Emerge anche una diffusa sensibilità per la tutela della natura, come testimonia la promessa di viverla con maggior cura e attenzione, ad esempio senza “strappare le foglie dai rami”.

Rinnovo i miei ringraziamenti a scuole, insegnanti, all’azienda Pivetti. Imparare sul campo e fare esperienza diretta è il miglior modo per prendere diretta visione dei temi che si affrontano, stimolare la curiosità e la passione, prendere coscienza dalla bellezza degli argomenti e della loro complessità – dice il sindaco Alan Fabbri –. E per confrontarsi, da vicino, con chi quotidianamente opera nel settore. Crediamo in progetti come questo perché pensiamo che, soprattutto in una terra a vocazione agricola come la nostra, la conoscenza degli aspetti fondamentali che riguardano il settore primario sia fondamentale e sia un elemento che aiuta a comprendere e ad affascinarsi sempre più al nostro territorio“. “Ringrazio le scuole, gli insegnanti, l’azienda Pivetti – dice l’assessore Kusiak –. Coinvolgere i ragazzi nei processi e passare dalla teoria alla pratica sono aspetti importanti per migliorare l’efficacia dell’apprendimento e appassionarsi sempre più agli argomenti affrontati a scuola. Con ‘Adotta un campo di grano’ gli studenti hanno questa grande opportunità, che arricchisce i percorsi didattici svolti in aula con attività esperienziali sul campo. Si tratta di un percorso che avvicina i bambini e i ragazzi al territorio, valorizzando le ricchezze della nostra terra, e che rappresenta un modo per educare i giovanissimi al rispetto e alla cura per l’ambiente. Il progetto, inoltre, ancora una volta mostra l’efficacia della collaborazione tra pubblico e privato“. “Il nostro desiderio – spiega Gianluca Pivetti, titolare di Molini Pivetti – è quello di sensibilizzare le nuove generazioni verso la natura e l’ambiente. È un valore che noi di Molini Pivetti ci impegniamo a comunicare in ogni modo possibile. Cerchiamo di rendere il progetto “Adotta un campo di grano” ogni anno più coinvolgente, divertente e, soprattutto, utile. Aver concluso la prima parte di questo percorso nel periodo natalizio ci ha invogliato a creare un ambito di festa e di impegno. Con le letterine a Babbo Natale i bambini e le bambine che hanno partecipato sono diventati, immediatamente e in modo giocoso, protagonisti attivi del cambiamento“.