Radiologia di Cento: inaugurato il progetto di Comunicazione Aumentativa Alternativa
Nella foto I cartelli in CAA Radiologia Cento

Un aiuto ai piccoli e gli adulti con difficoltà cognitive

Un progetto inclusivo e partecipato per rendere più accessibile il servizio di Radiologia dell’Ospedale di Cento anche a bambini e adulti con difficoltà cognitive. È l’obiettivo del progetto di “Comunicazione Aumentativa Alternativa” inaugurato questa mattina (giovedì 4 luglio 2024) alla Radiologia dell’Ospedale di Cento.

Il progetto CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) – realizzato dalla Radiologia e Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda USL di Ferrara in collaborazione con l’Associazione di volontariato “Il Volo” – nasce due anni fa dal desiderio di Manuela Palmieri, madre di una ragazza di 17 anni con sindrome dello spettro autistico, alla quale i professionisti della Radiologia di Cento eseguirono una RMN con più segmenti.

La madre della ragazza rimase particolarmente colpita vedendo il tanto tempo che gli operatori impiegarono per spiegare alla ragazza la modalità di esecuzione dell’esame, così da tranquillizzarla ed ottenere la migliore compliance (adesione alla terapia) possibile nella corretta esecuzione dell’esame. Da qui l’intuizione di utilizzare cartelli di Comunicazione Aumentativa Alternativa per questa particolare tipologia di esame diagnostico.

La cartellonistica specifica è affissa in tutti gli ambienti radiologici, dove oggi è stata anche scoperta la targa di ringraziamento e riconoscimento “alla famigia per aver pensato e voluto rendere accessibile il servizio di Radiologia dell’Ospedale di Cento. Grazie”.

“Si tratta di un progetto inclusivo che rappresenta un significativo esempio di umanizzazione dei percorsi sanitari per qualificare e migliorare l’accoglienza dei nostri servizi alle persone con disabilità cognitive, un’accoglienza che va oltre lo spettro autistico” evidenzia la direttrice generale delle Aziende Sanitarie ferraresi Monica Calamai che rivolge un ringraziamento speciale “alla mamma Manuela Palmieri e all’associazione Il Volo per il loro impegno in questo progetto, che si può ampliare negli Ospedali e nelle Case della Comunità attraverso un percorso formativo specifico rivolto agli operatori”.

“Questa esperienza mette in risalto la qualità professionale e umana degli operatori del Servizio Sanitario nella nostra città e il valore dello stretto rapporto con il territorio che consente non solo di qualificare maggiormente i servizi ma di garantire cura e attenzione anche nei confronti delle persone fragili, per cui la comunità centese dimostra particolare sensibilità ed è un motivo di orgoglio” dichiara il sindaco del Comune di Cento Edoardo Accorsi.

“Questo progetto non abbraccia solo la mia famiglia ma tutta la cittadinanza, non è solo per me o per mia figlia ma è una conquista per i figli di tutti” racconta con emozione la mamma Manuela Palmieri, “in rappresentanza di quei genitori che lottano ogni giorno per favorire questo tipo di inclusione e comunicazione. Auspico che questa rete tra famiglie, strutture sanitarie e associazioni possa essere ampliata nelle diverse realtà, perché rappresenta è uno scatto sociale per la società”.

Un impegno condiviso dalla direttrice del Distretto Ovest Caterina Palmonari che evidenzia “la sinergia tra ospedale e territorio, dove i cittadini diventano co-protagonisti della progettazione”; dal responsabile della Direzione Medica di Presidio Roberto Bentivegna, dal direttore dell’Unità Operativa di Radiodiagnostica Cento Roberto Rizzati che sottolinea l’importanza di questo percorso dedicato; e dalla responsabile dello Spoke Autismo Francesca Masina del Dipartimento di Neuropsichiatra Infantile diretto da Franca Emanuelli che mette in luce l’attenzione e cura per i bimbi fragili.

Sono 448 i bambini con diagnosi principale di disturbo dello spettro autistico seguiti dal Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche di Ferrara, 82 dei quali di Cento (dati a marzo 2024). La CAA è utilissima, inoltre, per comunicare con i bambini colpiti da disturbi della comunicazione nelle diverse disabilità, oltre che facilitante nella comprensione delle informazioni anche da parte di piccoli stranieri.

Un Dipartimento, quello della Diagnostica per immagini, caratterizzato storicamente da una spiccata attenzione ai più giovani ed ai bambini, proprio per le specificità delle indagini che svolge.

La radiologia provinciale ha, per questo motivo, una seduta settimanale – il mercoledì – dedicata ai pazienti con meno di 12 anni. Sono circa 50 gli esami ecografici a loro dedicati ogni mese, grazie ad appuntamenti riservati.
Il percorso dedicato prevede, inoltre, la presenza di una radiologa di riferimento, dr.ssa Martina Gatti, che svolge la propria attività su tutto il territorio provinciale, appositamente formata nella gestione di questo delicato “target” di paziente.
Un’attenzione specifica messa in campo anche qualora ci sia la necessità di approfondimenti diagnostici più complessi, si pensi a risonanze magnetiche e TAC.

La CAA è un metodo di comunicazione che utilizza simboli, immagini e parole per aiutare le persone con difficoltà di comunicazione a esprimere i propri pensieri o per sostenere la produzione e comprensione linguistica. La CAA è molto utile per le persone affette da autismo, disabilità intellettive e afasia, ma può essere utilizzata anche per le persone con altre difficoltà di produzione dello speech, come ad esempio la disartria.

Durante l’avvio di questo progetto ci si è avvalsi della collaborazione del Servizio Mentale Riabilitazione Infanzia Adolescenza (SMRIA) grazie alla dott.ssa Patrizia Folegani e che ha coinvolto nell’importante iniziativa l’Associazione “Il Volo” per dare completezza al progetto CAA. “Il Volo” da anni collabora con le Aziende Sanitarie ferraresi per rendere più accoglienti gli ambienti sanitari, rendendoli per utenti e lavoratori che vi operano, luoghi di vita.

Ciò è stato indispensabile per poter redigere e produrre tutti i cartelli necessari per ogni ambiente radiologico della Radiologia di Cento.

Il lavoro di redazione dei cartelli CAA è proseguito per circa un anno, grazie alla traduttrice di testi in simboli CAA Daniela Pederzoli, del tecnico in Comunicazione Alternativa Simona Punginelli dell’associazione il Volo, con il supporto dell’infermiere CPSE Maurizio Salvati.