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Perché vaccinarsi ora con la quarta dose e non aspettare l’autunno? È possibile l’immunità di gregge? Le risposte alle domande più frequenti su vaccinazione e quarta dose

Nella nostra provincia l’incidenza di casi positivi a Covid-19 è in costante crescita dal 6 giugno scorso e oggi supera i 1.100 casi ogni 100mila abitanti. Le persone positive attive positive sono più di 6.400 (dato aggiornato al 18 luglio, ndr), il 94% delle quali asintomatiche. I ricoveri sono saliti a 113 (2 dei quali in terapia intensiva) e sono in crescita anche le persone prese in carico dalla Usca, ad oggi 156. Questi i dati presentati ieri dalla direttrice generale Ausl Ferrara Monica Calamai sulla situazione epidemica della provincia di Ferrara.

L’apertura al nuovo target di popolazione della seconda dose booster (o quarta dose) – ha proseguito Calamai – è vincolata soprattutto a quello che è l’andamento della pandemia, con un’aumentata incidenza, la presenza di Omicron 5 altamente diffusiva, un nuovo incremento anche dei ricoveri in degenza ordinaria e in terapia intensiva e il ripresentarsi di casi di polmonite”. 

La vaccinazione con la quarta dose riguarda oltre 113mila ferraresi 

Da una settimana è infatti stato ampliato il target di riferimento della quarta dose coinvolgendo anche gli over 60 e tutti i fragili sopra i 12 anni.
Ci eravamo organizzati per una rete vaccinale sul territorio che inizialmente è partita ad andamento ridotto e tra l’altro senza prenotazioni ma solo con accessi diretti, proprio perché la popolazione degli over 80 e quella dei fragili aveva risposto veramente con numeri molto piccoli, tant’è che stavamo pensando di riprendere una campagna di sensibilizzazione per questo target. Ora, con questo ampliamento (sono 113.260 le persone che potranno ricevere la seconda dose booster) abbiamo messo in campo più punti di erogazione della vaccinazione ripartiti per distretto. L’obiettivo è avere una distribuzione capillare tenendo presente i numeri, per ogni territorio, della popolazione target che dobbiamo andare a vaccinare”. 

I vari punti vaccinali (presso i quali sono anche stati attivati orari per l’accesso diretto) sono a Ferrara Cittadella S. Rocco, a Copparo  la Casa della Salute/Comunità, a Cento l’Ospedale SS. Annunziata, a Bondeno la Casa della Salute/Comunità, a Comacchio – Casa della Salute/Comunità, ad Argenta l’Ospedale Mazzolani Vandini, e l’Ospedale del Delta di Lagosanto.  “A questi – continua la direttrice – si aggiunge tutta la rete degli infermieri di comunità che sono assolutamente attivi in questa campagna vaccinale ora, e lo saranno in modo direi assolutamente permanente (ad oggi ci sono 40 infermieri attivi sul territorio e a fine settembre raddoppieranno)”.
Infine il coinvolgimento dei medici di medicina generale. Già il 38% ha aderito alla campagna offrendo ai propri assistiti l’opportunità di essere vaccinati direttamente presso il loro ambulatorio.
Ad oggi – ha concluso la direttrice Ausl – le prenotazioni vengono soddisfatte già nell’arco del mese di luglio. Abbiamo ulteriormente incrementato l’offerta e siamo poco al di sotto delle mille vaccinazioni al giorno. Se tutta la popolazione target dovesse continuare a rispondere come sta rispondendo in questi primi giorni, a fine settembre/prima settimana di ottobre potremmo esaurire la copertura di coloro che ne hanno diritto. La popolazione degli over ottanta intanto è già coperta per il 33,6% e stanno aumentando le altre”.

Nel corso dell’ultima puntata di puntata di Salute Focus Ferrara, format web curato dall’Ausl di Ferrara, per rispondere ad alcune delle più frequenti domande intorno alla vaccinazione con la quarta dose sono intervenuti l’epidemiologo Mario Braga, il direttore che segue il settore delle case protette Franco Romagnoni e la direttrice dell’Area tecnico-infermieristica Marika Colombi che ha sottolineato l’importanza degli Ifec per la vaccinazione di prossimità.

Perché vaccinarsi ora con la quarta dose e non aspettare l’autunno?

Il primo motivo – ha spiegato Mario Braga, responsabile Epidemiologia Ausl Ferrara – è che il rischio l’abbiamo adesso. Abbiamo avuto un aumento dei casi importante non solamente in Italia, ma in tutta Europa. Questo aumento dei casi ha avuto come conseguenza un aumento dei ricoveri, un aumento della mortalità, quindi situazioni che hanno comportato dei forti rischi per le persone che hanno contratto l’infezione.
Il secondo motivo
– ha proseguito l’epidemiologo – è che la capacità di difesa che noi abbiamo, legata o alla vaccinazione o ad una un’infezione da Covid, progressivamente si riduce. Quindi abbiamo il rischio e abbiamo una riduzione della capacità di difesa nei confronti di questo rischio. L’altro aspetto da sottolineare è che pur essendo vero che le ultime varianti di Omicron sembrano avere una maggiore capacità di superare le barriere determinate dal vaccino, è altrettanto vero che il vaccino è molto efficace nei confronti della malattia grave o del decesso. È opportuno anche aggiungere – ha continuato Braga – che il vaccino è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione, non dobbiamo dimenticarci che ci sono altri strumenti che possiamo utilizzare, che sono i comportamenti (mascherine, lavaggio mani, arieggiare gli ambienti). Tra l’altro, il fatto di fare il vaccino in questo momento, che protegge dal rischio attuale che è molto elevato, non impedisce di fare una vaccinazione a ottobre, a novembre. Vaccinazione che oggi ancora non c’è e che, anche se proteggerà maggiormente nei confronti dell’infezione, non proteggerà in maniera sostanzialmente più elevata nei confronti della malattia grave”. 

Il virus corre, possibile immunità di gregge? 

Non c’ è in questo momento nessuna fonte scientificamente solida che sostenga che sia possibile arrivare ad una immunità di gregge lasciando correre il virus”. A metterlo in evidenza è stato lo stesso epidemiologo Braga, che ha anche voluto ricordare che “il Covid non è un’influenza, è molto più grave e ha dieci volte circa la mortalità dell’influenza. Non solo, ha anche delle conseguenze come il long covid che possono rendere un soggetto disabile per periodi molto lunghi”

Lasciare correre il virus – ha affermato ancora Mario Braga – dà dei vantaggi enormi al virus perché questo significa che si può replicare molto più velocemente e, come abbiamo visto, si possono generare nuove varianti, sempre più contagiose rispetto alle precedenti. Tra l’altro l’ultima variante, che è quella attualmente circolante, sembra avere ripreso la capacità di penetrare nei polmoni. Quindi non è detto che progressivamente le varianti diventino sempre meno aggressive. Questo finora non è successo, quindi, ha concluso, evitiamo di dare l’idea che sia preferibile contrarre l’infezione naturalmente perché questa ci può proteggere o perché questa ci dà in qualche modo la capacità di superare la fase epidemica, perché questo finora non è successo”.

Anziani e fragili, l’importanza della quarta dose per proteggerli 

Penso di poter dare tre buone motivazioni per raccomandare in modo particolare sui fragili e sui disabili in generale la vaccinazione con secondo Booster. Innanzitutto – ha messo in evidenza Franco Romagnoni dir. Attività Socio Sanitarie Ausl – le persone più fragili e più anziane sono soggette a percentuali di malattia sicuramente più elevate. In secondo luogo una volta che la malattia viene contratta, il tempo di malattia viene trascorso in modo peggiore dalle persone fragili, sia per l’aspetto legato appunto alla la gravità sia perché molto spesso l’isolamento a cui un positivo è costretto, è una restrizione difficile da capire, quindi difficile da tollerare per questo tipo di paziente“. 

E Romagnoni ha inoltre aggiunto: “C’è una terza motivazione e cioè che la maggior parte di queste persone una volta guarite dalla fase acuta (durante la quale hanno dei quadri più importanti), sono più a rischio di rimanere più disabili di quello che erano, anche dopo la guarigione da Covid”. 

L’efficacia della quarta dose per questo target – ha spiegato ancora Romagnoni – si può vedere anche della nostra piccola esperienza ferrarese. Noi abbiamo avuto un’altissima adesione alla quarta dose nelle strutture residenziali e abbiamo potuto vedere che quando il virus entra nelle strutture si diffonde meno rispetto al passato, non arrivando più a focolai che implichino la chiusura totale. Poi vediamo anche che pochissimi sono i soggetti che vanno ricoverati. I decessi sono ormai rarissimi e sono molto più spesso legate alla patologia preesistente. Infine la maggior parte dei pazienti con una seconda dose booster ha un tempo di guarigione più veloce”.

Prenotazione quarta dose, in campo anche le farmacie private

Noi siamo ufficialmente scesi in campo in accordo con la direzione generale da venerdì e – ha spiegato Stefania Menegatti presidente Federfarma Ferrara – già nei primi due giorni le prenotazioni che sono state fatte delle quarte dosi sono state centinaia. Le farmacie hanno un’ampia disponibilità di tempistica e di orari di aperture, e questo è stato assolutamente apprezzato dal cittadino.
Non ci aspettavamo un’affluenza così alta
– ha aggiunto Menegatti –, sicuramente una spinta decisiva è stata data da questo aumento abbastanza esponenziale delle positività. Diciamo che nessuno degli utenti che arriva a prenotare la quarta dose è esente da un amico un conoscente o un familiare che è positivo.
Il 98% delle persone arriva convinto
– ha poi concluso la presidente di Federfarma Ferrara –, ormai sono già più consapevoli di quello che è il ciclo vaccinale e non manifestano l’intenzione di aspettare”.

Infermiere di comunità e quarta dose, la rete degli ambulatori

La scelta organizzativa che si sta cercando di mettere in campo è proprio quella di strutturare una risposta di prossimità e capillarità anche per consolidare un bisogno che probabilmente diventerà un bisogno strutturato della popolazione”. A dirlo, spiegando come verranno coinvolti gli infermieri di comunità nella campagna vaccinale, è stata Marika Colombi, dir. Tecnico-Infermieristica Ausl Ferrara. 

Alle case della salute e agli ospedali si aggiungono tutte le sedi ambulatoriali dell’infermiere di famiglia e di comunità. Nel distretto centro-nord sono state individuate le sedi ambulatoriali di via Cassoli e della casa della Salute di Pontelagoscuro. Per quanto riguarda il distretto ovest all’interno della Casa della salute di Bondeno c’è l’ambulatorio infermieristico dell’infermiere di famiglie di comunità che in questo caso accompagna l’offerta. Sono stati attivati gli ambulatori di Goro, Mesola e di Portomaggiore e partirà giovedì prossimo anche Fiscaglia”. 

Per agevolare la partecipazione da parte di tutta la popolazione che insiste in quel territorio – ha proseguito Colombi – abbiamo previsto per ogni ambulatorio un’offerta alternata sia al mattino che al pomeriggio, con infermieri che sono stati adeguatamente formati per la vaccinazione, con allerta precoce per l’attivazione dell’emergenza territoriale 118 e dotazione di farmaci e ossigeno per poter gestire la prima emergenza laddove ci dovesse essere necessità”.