risonanza

Un progetto “per unificare e omogeneizzare la prestazione cardioradiologica sul territorio, sul modello dell’ospedale del Delta che è già un punto di riferimento ben consolidato per l’attività di diagnostica cardiovascolare avanzata” 

Un importantissimo salto di qualità per i reparti di Radiologia e Cardiologia dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Cento. Dal 7 giugno, infatti, partirà ufficialmente il servizio di Cardio TAC e di risonanza magnetica del cuore attraverso tecnologie avanzate di ultima generazione per completare il potenziamento delle attività dal punto di vista diagnostico. 

È un progetto che avevamo nel cuore da tanto tempo – annunciano all’unisono in conferenza stampa Roberto Rizzati e Biagio Sassone, direttori rispettivamente dell’Unità Operativa di Radiodiagnostica Cento-Bondeno e della Cardiologia dell’ospedale di Cento e del Delta – per unificare e omogeneizzare la prestazione cardioradiologica sul territorio, sul modello dell’ospedale del Delta che è già un punto di riferimento ben consolidato per l’attività di diagnostica cardiovascolare avanzata”. 

L’attivazione della Cardio TAC (un esame che permetterà di esplorare le coronarie in modo non invasivo) e della Cardio Rm (risonanza magnetica cardiaca per valutare morfologia, qualità dei tessuti e funzionalità del cuore) consente di avere un ‘pacchetto completo’ e all’avanguardia.

Il primo obiettivo è il recupero della mobilità passiva tra i pazienti che necessitano di queste prestazioni cardiologiche, una parte dei quali attualmente viene dirottata a Lagosanto, a Bologna o in Veneto.

La previsione – partendo con una seduta settimanale, il mercoledì, con nove prestazioni – è di raggiungere gli stessi importanti numeri registrati al Delta, dove nel 2019 sono state effettuate ben 520 prestazioni di risonanza e tac.

Un’altra grande novità riguarda il lavoro in maniera integrata: l’esame viene interpretato non solo dal radiologo ma anche dal cardiologo per fornire informazioni cliniche specialistiche e, di conseguenza, stringere il focus sulla corretta diagnosi. 

L’equipe integrata di specialisti radiologi e cardiologi, “che offrono un livello superiore rispetto allo standard” specificano Rizzati e Sassone, è stata messa a punto grazie ad una “campagna acquisti straordinaria”. Nell’ultimo anno sono entrati in servizio cinque giovani cardiologi, con elevate competenze in diversi settori di diagnostica cardiovascolare, sia per adulti che per pazienti pediatrici. Infatti, oltre alle indagini radiologiche mediante TAC e RM, la diagnostica si è arricchita grazie alle nuove attività di ecocardiografia tridimensionale, ecocardiografia da stress fisico ed ecoDoppler vascolare.

Si tratta di un cambio epocale che unisce rivoluzione tecnologica e integrazione clinica costante” dichiara Rizzati, “offrendo prodotti esclusivi e di elevata qualità in maniera da essere competitivi nel mercato di riferimento, interpretando al meglio il concetto di focused factory” aggiunge Sassone, assicurando che “oggi la Cardiologia di Cento è una delle più complete in Emilia-Romagna per le prestazioni di diagnostica non invasiva”. 

Con questi investimenti importanti sia da un punto di vista strutturale che tecnologico, ma anche di risorse umane, l’ospedale di Cento diventa sempre più attrattivo per offrire servizi avanzati ai pazienti ed evitare flussi migratori verso altre strutture” dichiara la direttrice generale dell’Azienda USL Monica Calamai che ringrazia “i professionisti per questo lavoro congiunto in una logica di Area Vasta”. 

Progetto congiunto che ha visto al lavoro Riccardo Righi (dirigente medico Radiologia ospedale del Delta), Michela Zerbini (dirigente medico Radiologia ospedale del Delta), Monica Viola (dirigente medico Radiodiagnostica Ospedale di Cento) e Ada Collevecchio (dirigente medico Cardiologia Ospedale di Cento). 

Presente in conferenza stampa anche Giorgio Benea, direttore del Dipartimento di Radiologia Clinica Diagnostica ed Interventistica, e il sindaco di Cento Fabrizio Toselli che ringrazia “la direzione per questo segnale di attenzione e di crescita, un valore aggiunto ancora più importante in un momento in cui usciamo da una situazione di emergenza ed è necessario ripensare le attività”. 

Il costo sostenuto dall’azienda sanitaria per l’installazione del macchinario più performante, dal valore intorno agli 800mila euro a cui si aggiungono 83mila euro l’anno per l’upgrade del software, è stato di circa 450mila euro, come spiegato dal responsabile del Servizio comune tecnico e patrimonio dell’Ausl Ferrara Giovanni Peressotti che ha diretto i complessi lavori strutturali.