Il professor Crisanti su Salute Focus Ferrara

Partenza tra fine marzo e inizio aprile 2021 del nuovo metodo per intercettare le catene di trasmissione del virus Covid-19

Il nuovo metodo di tracciamento, volto ad intercettare e circoscrivere la diffusione del virus, partirà alla fine del mese da Ferrara. Il progetto vede la stretta collaborazione tra l’Azienda sanitaria ferrarese e il professor Andrea Crisanti, dirigente di laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova; il metodo è stato illustrato dal prof Crisanti e dalla direttrice generale di AuslFe, Monica Calamai, nel corso del format web “Salute Focus – Ferrara”, qui la puntata intera sul canale YouTube Ausl Ferrara.

Intercettare le catene di trasmissione del virus

Dobbiamo intercettare le catene di trasmissione del virus, ha spiegato il prof. Crisanti, e testare tutte le persone che fanno parte delle interazioni della persona malata/infetta. In quella rete – ha aggiunto il virologo – c’è sicuramente chi ha contagiato la persona malata/infetta e chi a sua volta è stato contagiato. Intercettando questa catena e questi tre elementi si riesce a circoscrivere il contagio che, applicando questo metodo sistematicamente, si spegne“. Per questo metodo, ha aggiunto Crisanti, “ha bisogno di una collaborazione a diversi livelli, sia delle UsCa sia dell’azienda sanitaria per aumentare la capacità di fare tamponi, e poi ci deve essere uhm nuovo paradigma per identificare le persone a cui fare tamponi. Se si applica questa cosa sistematicamente, i modelli matematici ci dicono che dovremmo accelerare la curva di declino del contagio. Allo stesso tempo – conclude – una volta che il contagio è diminuito, dovremmo avere la capacità per mantenerlo basso“.

Un metodo che comporterà un significativo impegno da parte dell’Azienda Usl di Ferrara che sta finendo di definire la macchina complessa su cui il progetto si muoverà. “Partiremo a fine marzo, inizio aprile“, ha affermato la direttrice Generale Calamai, spiegando che “si sta lavorando per avere tutto definito e pronto per l’avvio del progetto“. 
Tradotto in numeri, si dovranno fare circa 1000 tamponi in più al giorno. Un sistema che si muoverà attraverso dei codici assegnanti alle persone che risultano positive in un determinato giorno che dovranno inviare tale codice a tutte le persone che fanno parte della loro sfera di relazioni quotidiane (non solo i contatti stretti o diretti) invitandole a recarsi a fare un tampone con quel codice alla mano.

Come funziona il nuovo metodo di tracciamento

Il progetto che proponiamo è rivoluzionario – ha raccontato il professor Crisanti -: noi non indaghiamo nulla, ovvero non è il solito contact tracing dove si interroga la persona infetta (che ha un’efficienza, nel migliore dei casi, del 30-40%). Il nostro approccio è completamente diverso: quando le UsCa vanno sul posto faranno il tampone alla persona infetta e a tutte le persone in casa, poi lasceranno un codice uguale per tutte le persone che si infettano quel giorno; questo serve per stabilire il giorno in cui la persona viene messa sotto osservazione dell’USL. Dopodiché si chiede alla persona risulta positiva e ai familiari di comunicare questo codice a parenti, amici, colleghi e a tutte le persone con cui in qualche modo si è entrati in contatto. In questo modo noi speriamo di incoraggiare le persone a venire a fare il tampone”.

Con questo modo – ha affermato – diamo una garanzia in più alle persone: noi non vogliamo indagare ma vogliamo che le persone vengano spontaneamente a fare il tampone perché entrate in contatto con una persona positiva“. Presentando il codice ricevuto infatti non sarà possibile risalire alla persona con cui si è entrati in contatto e risultato positivo al Covid, ma l’unica informazione che verrà fornita riguarderà il giorno di riferimento. “Il giorno ci serve per calcolare l’Rt, cioè per calcolare come si modifica la trasmissione nel tempo nell’area di interesse“.

Se questo modello funziona, ha poi sottolineato il prof Crisanti, possiamo portarlo come esempio a chi governa per metterlo a sistema come controllo della trasmissione del virus anche e soprattutto quando saremo vaccinati e la curva dei contagi sarà scesa, per evitare che il virus torni a circolare“.

Aggiornamento dei casi attivi e dei ricoveri in provincia di Ferrara

E oggi, anche in provincia di Ferrara, i numeri sono importanti: “A Ferrara i positivi attivi sono 3395, 310 pazienti sono ricoverati – ha spiegato la Direttrice Generale dell’Azienda USL, Monica Calamai –, e 40 di questi sono in terapia intensiva. Le persone sintomatiche sono in tutto 790, ovvero il 23% dei casi attivi in questo momento“.

I casi di persone che presentano sintomi e si trovano al proprio domicilio sono gestiti attraverso le UsCa, che stanno incrementando la loro attività, tramite la Cra Covid – racconta la Direttrice –. Stanno svolgendo un importante lavoro evitando che ci siano ulteriori ricoveri perché vi è una gestione a domicilio che è fatta, non solo del monitoraggio dei sintomi, ma anche in concerto col medico di medicina generale sulla gestione della terapia a domicilio, di una diagnostica a domicilio, come l’ecografia polmonare o l’ossigeno terapia domiciliare“.

La battaglia al virus viaggerà dunque su due binari, da un lato il tracciamento e dall’altro le vaccinazioni. “I vaccini che abbiamo oggi in uso, ha ribadito anche il prof. Crisanti sono tutti sicuri ed efficaci“. 
Intanto nel territorio provinciale, ha ricordato la DG Calamai, si procede con gli over 75 e con gli estremamente vulnerabili. A questa categoria appartengono circa 20mila persone che da domani, dopo aver ricevuto un sms di invito, potranno prenotare il vaccino Pfizer. Proseguono intanto le vaccinazioni per personale scolastico, universitario, forze dell’ordine e per gli over 80. Questi ultimi entro l’11 Aprile riceveranno tutti la prima dose ed entro il 2maggio la seconda dose.