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Sono 14 le strutture sottoposte a provvedimenti di quarantena o di sospensione cautelativa delle attività

A partire dalla fine della scorsa settimana i servizi dell’Azienda USL hanno intercettato una serie di situazioni che dimostrano un aumento della circolazione del virus nelle strutture del nostro territorio.

La situazione, aggiornata alle ore 16 di ieri, lunedì 21 dicembre 2020, vede ben 14 strutture sottoposte a provvedimenti di quarantena (residenziali) o di sospensione cautelativa delle attività (due centri diurni per persone affette da disabilità). La distribuzione geografica interessa tutti i distretti della provincia, anche se il distretto Ovest risulta essere, ad oggi,  il più risparmiato (una casa famiglia per anziani ed un CSRD) .

Si tratta prevalentemente di situazioni emerse dopo le attività di screening programmato: in alcuni casi il provvedimento cautelativo è scattato anche per una singola segnalazione di ospite o operatore positivo al tampone eseguito per la ricerca di Sars-Cov-2, confermando l’importanza del costante lavoro preventivo svolto dai tecnici aziendali.

A Ferrara risultano ancora attivi un paio di focolai scoppiati nel mese di novembre (CRA Service e CRA Betlem), anche se sono evidenti i segnali di contenimento (alcune decine di guarigioni nel corso dell’ultima settimana), ma va segnalata soprattutto l’insorgenza di una criticità a carico della CRA Paradiso che, in seguito allo screening di tutti gli ospiti e del personale (eseguito il 18/12), ha visto salire consistentemente il numero dei soggetti contagiati.

Nella mattinata di ieri gli ospiti sono stati visitati dai professionisti dell’USCA: si tratta nella maggioranza dei casi di soggetti asintomatici o con sintomi lievi e fino ad ora non è stato necessario procedere con nessun ricovero ospedaliero, ma la fragilità degli ospiti obbliga alla prudenza ed all’osservazione costante dell’evoluzione clinica, trattandosi di persone molto anziane, non autosufficienti ed affette da patologie croniche.

Nel corso del week-end è stato segnalato un secondo focolaio (CRA S. Antonio di Migliaro) di dimensioni più contenute, ma l’operazione di mappatura completa (ospiti e personale)  è programmata per dopodomani. Nella stessa giornata è previsto anche un intervento formativo per istruzione all’esecuzione dei tamponi “rapidi”. Già nel pomeriggio di domenica è stato eseguito un primo intervento da parte dell’USCA territorialmente competente.

Grazie agli interventi di screening programmato, una settimana fa, era stato individuato un focolaio anche in una struttura di Jolanda di Savoia (Villa Glicine), che seppur di piccole dimensioni risulta essere significativo per l’alta percentuale degli  ospiti risultati positivi.

Alcune nuove segnalazioni sono giunte anche dalle strutture rivolte alle persone disabili. Il CSRR “il Faro” di Codigoro è in quarantena dal 18 dicembre: anche se la situazione appare sotto controllo, sempre nella giornata di ieri è stato seguito un intervento  di valutazione “a tappeto”, che ha coinvolto anche il centro diurno contiguo, applicando un atteggiamento molto cautelativo.

Tra domenica e ieri due centri diurni (San Martino e Bondeno) hanno sospeso la loro attività ed è stato programmato l’intervento di mappatura degli ospiti e degli operatori. Visto che si tratta di situazioni che appaiono ben contenute, non è esclusa la ripresa delle attività prima della fine dell’anno, almeno per il CRSD di San Martino.

Nel complesso, quindi, dopo alcune settimane di relativa tranquillità (almeno per quanto concerne gli esordi di focolaio) si configura una situazione decisamente più dinamica, che obbliga le equipe di cura di tutti i servizi rivolti alle persone fragili  ad elevare ulteriormente il livello di controllo. 

Sotto questo profilo, è auspicabile che le scelte di contenimento sociale previste dalle normative nazionali aiutino a contrastare efficacemente un tasso di diffusione dell’epidemia in evidente crescita.