L’intervento di Alan Fabbri sulla situazione dell’ente alla luce della fusione imposta dal Governo

Il Commissariamento della Camera di Commercio di Ferrara, che si sta concretizzando in queste ore è la prova di quanto manchi da parte di questo Governo l’ascolto dei territori e la capacità di comprendere e di discernere che cosa può fare la differenza per lo sviluppo di un’area”. Così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, interviene sulla situazione dell’ente alla luce della fusione imposta dal Governo.

La Camera di Commercio di Ferrara per la sua storia e per le sue attività e per il radicamento forte nella nostra realtà economica era, ed è, un’eccellenza. Assistere ad un atto che ne metta a rischio anche solo in parte l’efficacia e la rappresentatività è un duro colpo in un momento in cui per le imprese locali è fondamentale avere riferimenti precisi – aggiunge Fabbri –. Da quando la nostra giunta è in carica e in particolare dopo il duro periodo del lockdown abbiamo lavorato con tutte le realtà economiche del territorio per tentare di fare sistema, perchè siamo convinti che solo in questo modo la nostra città e il nostro territorio possano ritagliarsi un futuro e in questo lavoro, necessario per la nostra città, l’ente guidato da Paolo Govoni è stato partner fondamentale e attivo. Per questo la scelta del Governo, di fondere la nostra realtà con Ravenna e ora l’atto di commissariamento, ci preoccupano e ci deludono”.

E conclude: “Esprimo la mia vicinanza al presidente Paolo Govoni, con cui in questi anni abbiamo sempre collaborato con grande profitto e nell’interesse del lavoro e delle categorie produttive e che. a testa alta, ha sempre osteggiato la scelta, imposta, di un accorpamento. Come ho sempre dichiarato apertamente, come amministrazione siamo al suo fianco, e sono pronto, anche d’intesa col nostro gruppo parlamentare (che ha già presentato emendamenti a riguardo) ad appoggiare ogni iniziativa utile, come fatto fino ad oggi, a scongiurare la perdita della nostra Camera di Commercio”.