Internazionale a Ferrara edizione straordinaria 2020/21

Nell’appuntamento di aprile il focus sarà su città del futuro, Stato Islamico e violenza coloniale

Continua, con la nuova formula digitale, Internazionale a Ferrara. Nell’appuntamento di aprile, che si terrà in diretta streaming sabato 17 e domenica 18 aprile 2021, un approfondimento sulle città del futuro dopo la pandemia, una riflessione sulla violenza coloniale italiana in Etiopia, un dibattito sullo Stato Islamico e un panel sul contributo delle donne alla creazione di internet.

In diretta streaming sabato 17 e domenica 18 aprile

Torna per approfondire ancora una volta i grandi temi d’attualità, Internazionale a Ferrara. Appuntamento sabato 17 e domenica 18 aprile in diretta streaming sul canale Facebook del settimanale con il festival di giornalismo organizzato dalla rivista diretta da Giovanni De Mauro in collaborazione con il Comune di Ferrara. Un format nuovo arrivato al suo penultimo appuntamento, per “un festival ponte” che ha visto un appuntamento al mese a partire da novembre. Una modalità diversa, pensata per conciliare il rispetto delle limitazioni imposte dalle norme anti-covid con il desiderio di mantenere saldo il rapporto con la città e con il pubblico che negli anni ha partecipato alla manifestazione. Tutte le informazioni su Internazionale a Ferrara sul sito www.internazionale.it/festival

Dopo la pandemia che ha desertificato i centri turistici e quelli impiegatizi occorre ripensare a un nuovo tipo di città, ma come costruire quartieri più inclusivi? Un romanzo che aiuta a fare luce sulla fase coloniale italiana e sui crimini commessi. Una ricerca sulle donne dimenticate che hanno lavorato alla costruzione del world wide web. Infine, una riflessione sulla minaccia jihadista.

La città del futuro 

Le città hanno un ruolo cruciale nella transizione ecologica. Immaginare il loro futuro vuol dire immaginare anche nuove forme di convivenza, soprattutto ora che la pandemia da covid-19 ha mostrato le estreme fragilità economiche e strutturali dei grandi centri urbani. Sabato 17 aprile alle 16, il festival propone un dibattito tra esperti e visionari ne “La città del futuro” (in collaborazione con la Fondazione Unipolis). Policentrica, più abitabile, meno disuguale, più flessibile, sostenibile e più tecnologica. Così dovrebbe diventare la città dopo la pandemia. Ne discuteranno Francesca Bria, presidente Fondo nazionale innovazione, già assessore alle tecnologie e all’innovazione digitale di Barcellona, Michele De Lucchi, architetto e designer, diverse volte Compasso d’oro, Caterina Sarfatti, direttrice del programma “Inclusive Climate Action” dell’organizzazione internazionale C40 Cities climate leadership group che fornisce supporto alle città per pianificare e implementare interventi contro la crisi climatica, moderati da Stefano Daelli, cofondatore di From, partner strategico e creativo per la trasformazione urbana, e curatore della comunità di apprendimento Segnali dal futuro.

La minaccia dello Stato islamico 

Per anni Daesh ha terrorizzato il mondo, ma da quando è stato ucciso Abu Bakr Al Baghdadi a capo del sedicente Stato islamico, la sua portata sembra essersi arrestata. È davvero così? Cosa ci insegna la storia del gruppo jihadista? Farhad Khosrokhavar, sociologo franco-iraniano, docente presso l’École des hautes études en sciences sociales di Parigi e studioso di mondo arabo e fondamentalismo islamico, ne discuterà con Marta Serafini, giornalista del Corriere della Sera e autrice de L’ombra del nemico. Una storia del terrorismo islamista (Solferino, 2020), moderati da Catherine Cornet, Internazionale, domenica 18 aprile, ore 16, durante “Dov’è finito lo Stato islamico”. Un’analisi che partirà dalla nascita del califfato fino alla sconfitta militare, che però non ne ha eliminato la minaccia.

Ombre coloniali 

Con il suo romanzo The Shadow King (Il Re Ombra, Einaudi 2021) che prende spunto dalle donne che combatterono l’invasione voluta da Mussolini e racconta la Resistenza etiope al fascismo, ha vinto numerosi premi. Maaza Mengiste, scrittrice etiope che vive negli Usa sarà al festival, intervistata da Francesca Sibani, Internazionale, per discutere di violenza coloniale e di una parte dimenticata della storia d’Italia che parla ancora molto al nostro presente, “Il Re Ombra”, sabato 17 aprile alle ore 18. 

Storia femminile di Internet

La storia della tecnologia che ci è stata raccontata fino a oggi è una narrazione al maschile che parla solo di uomini, ignorando completamente il contributo delle donne. Eppure all’origine dell’informatica ci sono delle menti femminili, programmatrici che hanno permesso lo sviluppo di internet. Alcune poi hanno creato imperi nel mondo del web o sono state tra le prime a fondare le comunità virtuali che oggi chiamiamo social network. Se ne parlerà domenica 18 aprile alle 18 con “Connessione” a partire dal libro di Claire L. Evans Connessione. Storia femminile di internet (Luiss University Press, 2020) . L’autrice fa parte del collettivo cyberfemminista Deep Lab e non solo è una cantante nominata ai Grammy, ma si occupa anche di tecnologie e futuro per diverse testate. Con la scrittrice Claudia Durastanti, riporterà alla luce le vite di tante che hanno fatto scoperte tecnologiche rivoluzionarie e in cambio non hanno avuto neanche l’onore della memoria.

Un festival per tutti

L’incontro in streaming sarà in italiano e inglese, con traduzione simultanea, gratuito e senza bisogno di iscrizione. Dopo il live resterà disponibile sul sito di Internazionale. Tutte le indicazioni per seguire gli appuntamenti di aprile sono disponibili sul sito di Internazionale:  www.internazionale.it/festival

Gli appuntamenti precedenti