Le attività di Booking.com sotto la lente dell'Antitrust (foto Shutterstock)

Più visibilità su Booking (ma commissioni più elevate) alle strutture  che partecipano a un programma speciale

L’AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Booking per accertare un presunto abuso di posizione dominante nel mercato dei servizi online di intermediazione e prenotazione di strutture alberghiere. In particolare, Booking conferirebbe alle strutture alberghiere che fanno parte del Programma Partner Preferiti (e della sua estensione Preferiti Plus) vantaggi in termini di visibilità della propria offerta nei risultati di ricerca, a fronte di commissioni più elevate e dell’impegno a offrire su Booking prezzi “competitivi”, ovvero non più elevati di quelli che le strutture applicano sul proprio sito o sulle piattaforme di altre agenzie di viaggio online (Ota).

Al contempo,  Booking, quando riscontra che una struttura offre prezzi migliori su altri siti online, si riserva la possibilità di applicare, senza il consenso delle strutture, uno sconto (il cosiddetto Booking Sponsored Benefit) per allineare l’offerta di Booking alla migliore tra quelle disponibili online.

Nel suo insieme, questa strategia sembra idonea ad ostacolare lo svolgimento di una concorrenza effettiva nel mercato, quantomeno nazionale, dei servizi online di intermediazione e prenotazione alberghiera, a danno di altre Ota con effetti negativi sulle strutture ricettive e, in ultima analisi, sui consumatori in termini di maggiori prezzi e minore scelta nei servizi di intermediazione e prenotazione online. I funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di Booking Italia S.r.l., con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

“Qualsiasi limite alla concorrenza tra operatori provoca un danno ai consumatori e si riflette in un incremento delle tariffe praticate agli utenti”, afferma il Codacons, commentando l’indagine. “Le piattaforme di prenotazione alberghiere sono sempre più utilizzate dagli italiani per la scelta di strutture ricettive dove soggiornare, ma i risultati che questi siti propongono agli utenti devono essere incentrati sulla massima trasparenza e non devono essere previste politiche che restringano la concorrenza di altri operatori, o che limitino la possibilità per le stesse strutture di applicare tariffe inferiori su altri canali”, spiega il Codacons. “In tal senso l’indagine dell’Antitrust va nella giusta direzione, anche in considerazione del fatto che le tariffe delle strutture ricettive hanno subito sensibili rialzi nell’ultimo periodo, con alberghi, B&B, pensioni, motel ecc. che in Italia hanno aumentato i listini in media del +11,7% nel 2023. Un trend che, purtroppo, prosegue senza sosta: nell’ultimo mese, secondo i dati Istat, i servizi di alloggi hanno subito un ulteriore rincaro del +6% base annua”, conclude il Codacons.