Agricoltori in stato di agitazione
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Confagricoltura è al lavoro con il Ministro per la revisione della Pac

“Negli ultimi tempi – afferma Confagricoltura Ferrara – abbiamo assistito a diverse manifestazioni da parte degli agricoltori di alcuni Paesi della Ue. In Olanda le proteste hanno riguardato gli allevatori di bestiame, che hanno manifestato contro le misure del Governo tese a ridurre le dimensioni degli allevamenti al fine di ridurre le emissioni di azoto. In Francia gli agricoltori hanno contestato le proposte governative (poi ritirate) di aumentare il prelievo fiscale sull’acquisto di fitofarmaci e sull’acqua destinata all’irrigazione. In Polonia, Ungheria e Romania, i produttori sono scesi in piazza per protestare contro l’aumento di quasi il 90% rispetto al 2021 delle importazioni di prodotti agroalimentari dall’Ucraina. Infine in Germania, per far fronte alle conseguenze della sentenza della Corte costituzionale che ha ritenuto illegittima la costituzione di fondi fuori bilancio, il governo ha presentato una manovra straordinaria di correzione dei conti pubblici che prevede la soppressione delle agevolazioni fiscali al gasolio agricolo. Finora non è stato possibile raggiungere un’intesa e ulteriori manifestazioni sono già state programmate”.

Confagricoltura nei giorni scorsi ha espresso vicinanza al sindacato tedesco, ricordando che l’agricoltura è una risorsa fondamentale per il mercato europeo, ed è bene che sia messa nelle condizioni di produrre, garantendo approvvigionamenti e, quindi, sicurezza alimentare.

“Queste manifestazioni rappresentano però anche l’espressione di un disagio che si sta affermando in tutta l’Unione Europea contro le iniziative proposte dalla Commissione con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 – afferma il presidente di Confagricoltura Ferrara Francesco Manca, che prosegue – Confagricoltura è stata l’unica organizzazione che, fin da subito, ha contestato la nuova Pac, stigmatizzando il taglio agli aiuti e le condizioni per poterli ottenere, che disincentivano la produzione e creano notevoli disagi alle aziende. Nei prossimi giorni, grazie all’intervento di Confagricoltura, il Ministero dell’Agricoltura aprirà specifici tavoli di lavoro sui temi più caldi: dalla Pac alla agli aspetti fiscali, dai settori in crisi come quello frutticolo, alla gestione del rischio. Per quanto riguarda quest’ultimo tema, la riduzione dal 70 al 40% dei contributi per stipulare polizze assicurative agevolate contro le avversità atmosferiche metterebbe in grande difficoltà le aziende, senza contare che un intervento così impattante su annualità pregresse (2022 e 2023) su coperture assicurative già da tempo stipulate, non è degno di un paese civile.

La politica europea negli ultimi anni ha ridotto drasticamente l’utilizzo degli agrofarmaci (le medicine delle piante) nelle campagne senza avere preventivamente individuato alternative altrettanto efficaci ed accessibili, togliendo agli agricoltori ogni difesa contro fitopatie e cambiamenti climatici, e gli eventi accaduti dal 2019 in poi, a partire dalla cimice asiatica ed altri parassiti, per proseguire con le terribili malattie fungine che hanno devastato la nostra ortofrutticoltura, stanno lì a testimoniarlo.

Serve un cambio di rotta – sostiene Francesco Manca – che garantisca la coesistenza tra sostenibilità ambientale ed economica; serve un’accelerazione sulle Tea (le tecniche di evoluzione assistita), per avere piante più resistenti ai cambiamenti climatici ed ai parassiti, servono sostegni adeguati per salvaguardare comparti fondamentali del nostro Made in Italy, come quello frutticolo, negli ultimi cinque anni messo in ginocchio da una serie di flagelli che hanno annientato la produzione; occorre creare le condizioni affinché il sistema assicurativo sia sostenibile ed appetibile per le aziende agricole, in modo da far sì che il 100% delle aziende si assicuri. E’ necessario cancellare la norma che ripristina l’irpef sui terreni agrari e dominicali di Iap e Cd, misura che gli agricoltori vivono come vessatoria, stante l’attuale stato di crisi che stanno vivendo. L’agricoltura è fondamentale per un Paese – conclude il Presidente provinciale di Confagricoltura – per questo andrebbe strenuamente sostenuta, ma sembra proprio che né l’esperienza della pandemia, né le guerre che si stanno combattendo ai confini della Ue siano state sufficienti per farlo comprendere a chi governa a Bruxelles, che sembra avere, quale obiettivo, quello di trasformare campi coltivati in parchi e giardini. Il tema di questa deriva ambientalista sarà senz’altro al centro della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo”.