Nasce a San Felice sul Panaro la prima banca del vino italiana (foto Shutterstock)

Nasce la prima banca del vino in Italia con celle a temperatura controllata

La banca popolare modenese Sanfelice 1893 ha inaugurato, a San Felice sul Panaro, una “banca del vino”, una cantina – caveau in cui depositare le bottiglie più preziose. Come in una cassetta di sicurezza.

La banca del vino si trova nei sotterranei del palazzo settecentesco che in passato ha ospitato il Monte di Pietà. Si tratta di una cantina–caveau a temperatura e umidità controllate, dove i produttori o i collezionisti potranno depositare le loro bottiglie più pregiate, come in una cassetta di sicurezza.

In Italia, la Sanfelice 1893 è il primo istituto di credito ad allestire e offrire questo tipo di servizio. La banca del vino è costituita da venti cellette, tutte chiuse con una doppia chiave. Questi spazi sono pronti ad accogliere bottiglie di vini pregiati da tutto il mondo. La stessa banca Sanfelice 1893 acquisterà bottiglie di vini, anche di annate particolarmente ricercate, conservandole in uno spazio apposito e cercando di valorizzare i vini e le cantine locali, nella zona in cui il re dei vini è il Lambrusco, tipico del modenese e dell’Emilia Romagna. Adiacente alla banca del vino, vi è un altro caveau, dedicato al salame di San Felice, insaccato prodotto nei nove comuni della bassa modenese. In questi spazi, sempre realizzati dalla stessa banca, viene custodito il disciplinare con tutti i segreti per realizzare questo salame, tipico di questo angolo di Emilia.

“Valorizzeremo soprattutto i vini delle nostre terre – ha dichiarato il direttore generale della banca Vittorio Belloi –  e abbiamo iniziato proprio con le cantine d’eccellenza della provincia di Modena e della regione, e in particolare con i produttori dei tre lambruschi Dop, Sorbara, Grasparossa e Salamino di Santa Croce. Ci lanciamo in questa iniziativa con lo stesso spirito con cui siamo nati 130 anni fa: essere vicini ai nostri concittadini e proteggere il loro patrimonio, sia esso denaro o un bene prezioso, valorizzando nel contempo le ricchezze architettoniche dell’istituto”.

Con l’attuale instabilità internazionale i vini di pregio sono diventati sempre più un porto sicuro per proteggere i propri capitali dalle crisi economiche. Si tratta di un trend che ha investito anche l’Italia. Non più solo come produttrice di grandi vini, ma anche perché sempre più italiani decidono di investire i propri capitali in vini pregiati e l’indice Liv-ex 1000, che monitora l’andamento dei prezzi dei 100 dei vini pregiati più ricercati,  è aumentato negli ultimi due anni del 36,7%. Come spiega l’Ansa, nel terzo trimestre 2022 i risultati migliori sono stati ottenuti da Champagne e Italia, rispettivamente con +8,7% e +3,7%. L’indice nazionale, che raccoglie 5 Super Tuscan e 5 produttori piemontesi, mostra un trend di crescita costante con un valore di mercato di +29% negli ultimi 2 anni e del 48% negli ultimi 5.