Il Futuro del Caffè, la riscoperta dell'acquisto del prodotto sfuso
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Una pratica di rispetto ambientale per commercio e consumo

Oggi, alle 17, sarà inaugurato in via G. Bongiovanni 32 a Ferrara un nuovo modo di concepire il caffè: Il Futuro del Caffè consiste in un importante progetto innovativo, o meglio la riscoperta dell’acquisto del prodotto sfuso. Nella sede della Torrefazione Penazzi 1926 si terrà un evento aperto al pubblico, nel quale interverrà anche l’assessore all’Ambiente Alessandro Balboni assieme al titolare Alberto Trabatti per approfondire, in quest’epoca di sensibilizzazione verso la tutela dell’ambiente caratterizzata dal cosiddetto ‘greenwashing’, le buone abitudini che spesso purtroppo vengono ignorate, come la lotta allo spreco, agli imballaggi e alle mono-porzioni.

“Il ritorno all’economia circolare è ciò che davvero farà la differenza nel prossimo futuro – afferma l’Assessore all’Ambiente Alessandro Balboni – riabituarsi collettivamente ad acquistare locale e preferibilmente con confezioni riutilizzabili e quantità che si è certi di consumare. Sono felice che a Ferrara si scelga coraggiosamente di riscoprire il commercio di quartiere, virando verso un sistema che sfrutta il vuoto a rendere e che quindi non produce rifiuti da imballaggio, recuperare questa abitudine significherebbe restituire linfa sia al centro storico che alle frazioni oltre che migliorare sensibilmente la qualità della vita dei ferraresi. Un piccolo passo verso una città a chilometro zero -conclude l’assessore Balboni- una nuova Ferrara caratterizzata da mobilità sostenibile, quartieri verdi e popolati ed esempio virtuoso di tutela ambientale e qualità della vita”.

Il Futuro del Caffè si inserisce proprio in questo contesto con un obiettivo: fornire al cittadino un’alternativa alle cialde o alle capsule, sempre più presenti nelle case degli italiani e difficili da smaltire, fornendogli un prodotto sempre fresco ed evitando l’acquisto di confezioni di caffè scadente o di grandi quantità. Per questo si è scelto di puntare sul vuoto a rendere: significa eliminare anche il sacchetto in carta, o plastica riciclabile utilizzando contenitori in vetro che dopo la sanificazione viene rimesso in circolo nell’ economia locale, costituendo una comunità appassionata e consapevole.