Dal pomodoro al vino, le produzioni di base del nostro agroalimentare evitano l’impatto devastante di decisioni che vanno maggiormente approfondite e ponderate

Il mancato accordo dell’Europarlamento sulla proposta di uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR) salva le produzioni alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro, messe a rischio dalla irrealistica proposta di dimezzare l’uso di fitofarmaci. È quanto affermano Coldiretti e Filiera Italia nel commentare positivamente il voto da parte del Parlamento europeo del progetto della Commissione.

Un provvedimento che – sottolineano Coldiretti e Filiera Italia – avrebbe avuto un impatto devastante sulla produzione agricola dell’Unione Europea e nazionale aprendo di fatto le porte all’importazione da paesi extra Ue che non rispettano le stesse norme sul piano ambientale, sanitario e del rispetto dei diritti dei lavoratori. Serve un approccio realistico per sostenere l’impegno dell’agricoltura verso la sostenibilità che ha già portato l’Italia a classificarsi come la più green d’Europa con il maggior numero di imprese agricole che coltivano con metodo biologico su circa 1/5 della superficie agricola totale e il taglio record in un decennio del 20% sull’uso dei fitofarmaci che restano essenziali per garantire la salute delle coltivazioni.

Secondo lo studio della Commissione Europea peraltro – aggiungono Coldiretti e Filiera Italia – “i maggiori impatti sulla resa si verificano in colture che hanno una rilevanza limitata, come l’uva, il luppolo e i pomodori”. Una vera assurdità se si pensa che il pomodoro è l’ortaggio più consumato in Europa, tal quale e come derivati (passata, polpa, pelati, sughi…), e l’uva, sia da tavola che trasformata (in vino, succhi, distillati…) è una produzione di cui l’Europa detiene il primato mondiale. Senza dimenticare che l’Italia, che si contende con la Francia il ruolo di principale produttore mondiale di vino ed il primo produttore di derivati di pomodoro in Europa, sarebbe il Paese più danneggiato da una politica europea folle e lontana dalle realtà delle imprese e dei consumatori.

Il mancato accordo e soprattutto la mancata convergenza su posizioni molto più di buon senso e graduali, consente ora, come abbiamo più volte richiesto, di fermare le macchine e avviare una riflessione molto più approfondita e basata su reali conoscenze scientifiche, studi di impatto e alternative concrete, in linea con quanto da sempre sostenuto da Coldiretti e Filiera Italia a tutela dell’agroalimentare nazionale ed europeo. Ora fondamentale sarà la sospensione dei lavori anche in Consiglio, affinché siano i nuovi eurodeputati a farsi carico del proseguimento dei lavori sulla SUR e a chiedere alla Commissione europea di migliorare una proposta di regolamento da cui dipende il futuro del settore agroalimentare italiano ed europeo.