Dida Il presidente della Repubblica interviene all’assemblea di Federcasse (foto Schutterstock)

Il presidente della Repubblica interviene all’assemblea di Federcasse

“Le casse sono state strumento di inclusione nello Stato unitario e hanno contribuito alla integrazione della società, allo sviluppo di territori, della vita delle famiglie, rappresentando un fondamentale momento di sostegno allo sviluppo dell’Italia quale oggi la conosciamo. È significativo sapere che i cittadini di 723 Comuni hanno, come unica presenza bancaria, una banca cooperativa; e che un terzo degli sportelli è collocato in Comuni delle cosiddette aree interne”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei giorni scorsi all’Auditorium della Musica di Roma in occasione  dell’Assemblea annuale di Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) che ha avuto per tema “La buona comunità. 140 anni di cooperazione di credito per lo sviluppo inclusivo”.

Particolarmente significative le parole che il Presidente della Repubblica ha rivolto agli oltre mille rappresentanti delle BCC, Casse Rurali, Casse Raiffeisen italiane – molto forti anche in Romagna – sottolineando il contributo della cooperazione mutualistica di credito allo sviluppo del Paese in chiave inclusiva e di lotta alle disuguaglianze, nonché di contrasto alla desertificazione bancaria. “Si tratta di una funzione economica, si tratta di una funzione sociale, si tratta di un impegno nel solco dell’applicazione delle norme della Costituzione: per queste funzioni la Repubblica vi è riconoscente. Siete parte di quella società civile che rende fecondo il nostro Paese. Il credito erogato alle piccole e medie imprese – spina dorsale del sistema produttivo e occupazionale – così come il sostegno alle famiglie, fanno sì che non si tratti soltanto, come ovvio, di un esercizio oculato e lungimirante di attività bancaria ma veda le banche cooperative rappresentare un contributo significativo al capitale sociale dell’Italia. Ecco: le Casse rurali sono state, ante litteram, interpreti e veicoli di principi come quello dell’eguaglianza degli italiani”.

Del resto, come ha notato il presidente della Federazione Dell’Erba, le Bcc diffondono benessere, con il 74% del capitale raccolto tra i soci destinato a impieghi in favore dell’economia reale.

Del resto, i numeri delle Bcc italiane (dati al marzo 2023) parlano chiaro. Sono 225 le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, pari a 51,6% delle banche italiane con 4.101 sportelli pari al 19,9% degli sportelli bancari italiani. Esse garantiscono una presenza diretta in 2.531 Comuni ed in 102 Province e in 723 comuni sono l’unica presenza bancaria.

Le Bcc hanno 1.407.298 soci (+1,7%) e contano 29.000 dipendenti (la componente femminile raggiunge a marzo quota 11.917 unità e incide per il 41,3% sul totale dei dipendenti BCC). I dipendenti complessivi del Credito Cooperativo, compresi quelli delle federazioni locali e delle società ed enti del sistema, sono oltre 36.000.

La raccolta da clientela + obbligazioni valer 188,6 miliardi di euro  e la quota di mercato relativa alla raccolta da clientela comprensiva di obbligazioni sale all’8,3%.

Gli impieghi economici sono pari a 140,9 miliardi di euro (+0,6% su base d’anno, a fronte del -1,2% rilevato nell’industria bancaria). Considerati al netto delle sofferenze, gli impieghi delle BCC ammontano a 138,8 miliardi di euro (+1,8%, a fronte del -0,6% registrato nell’industria bancaria). La quota di mercato complessiva degli impieghi lordi delle BCC-CR, stazionaria rispetto alla fine del precedente trimestre, è pari al 7,9%.

Per quel che riguarda, infine, le quote di mercato delle BCC-CR,  gli impieghi delle BCC rappresentano il 23,6% del totale dei crediti alle imprese artigiane, il 22,8% del totale erogato per le attività legate al turismo,  il 22,7% del totale dei crediti erogati all’agricoltura, il 14,1% di quanto erogato al settore delle costruzioni e attività immobiliari l’11,2% dei crediti destinati al commercio,  il 15,4% del totale dei crediti alle Istituzioni senza scopo di lucro (Terzo Settore) e il 9,7% del totale erogato dall’industria bancaria alle famiglie consumatrici.