(Foto bellena / Shutterstock.com)

La Regione sostiene la richiesta delle associazioni di categoria per una regolarizzazione bilanciata delle autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico

C’è una parte importante dell’economia, non solo regionale, che va sostenuta e incentivata per permettere ai piccoli imprenditori di agganciare la ripartenza dopo la pandemia e uscire definitivamente dall’emergenza. Gli esercenti dei pubblici esercizi – bar, ristoranti, ecc – non chiedono ristori, ma considerazione dal Governo per gli investimenti fatti e la possibilità di lavorare in tranquillità e sicurezza anche nell’interesse dei consumatori. E noi siamo dalla loro parte”.

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale al Turismo e Commercio, Andrea Corsini, intervengono in appoggio agli esercenti che chiedono una soluzione nazionale in materia di occupazione del suolo pubblico che vada oltre il 30 giugno 2023, termine fissato nella legge Finanziaria per le semplificazioni introdotte a seguito dell’emergenza pandemica che prevedono l’esonero dall’autorizzazione paesaggistica e per interventi sui beni culturali  come i dehors, tavoli, sedute e ombrelloni.

Individuare una soluzione che vada oltre il 30 giugno – proseguono Bonaccini e Corsini – come chiedono gli esercenti è una proposta di buon senso, soprattutto in un momento così delicato tra crisi energetica e inflazione che stritola tanti piccoli imprenditori del commercio. È quindi fondamentale trovare una soluzione che, bilanciando l’interesse artistico e culturale con quello imprenditoriale, possa permettere ai Comuni di semplificare le procedure per le autorizzazioni. Ed è importante farlo ora per salvaguardare la stagione turistica estiva”.

Ci faremo carico quindi – chiudono presidente e assessore – di rappresentare al Governo la richiesta delle associazioni di categoria del settore, perché attraverso un confronto e un dialogo costruttivi si possa raggiungere una soluzione equa e condivisa nell’interesse primario degli imprenditori e dei lavoratori”.