Soffrono in particolare le imprese da 10 a 49 dipendenti (-11,7 per cento)

A spingere il settore delle costruzioni. Saldo positivo tra iscrizioni e cancellazioni avvenute nei primi 9 mesi dell’anno, 335 le iscrizioni di nuove attività

Crescono in provincia di Ferrara le iscrizioni trainate dall’aumento della fiducia delle imprese. Anche il terzo trimestre del 2021 – fa sapere l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio – contribuisce al saldo positivo della movimentazione annuale: con 335 iscrizioni di nuove attività e solo 247 cessazioni, l’estate chiude con +88 unità (1.241 aperture e 1.190 chiusure dall’inizio dell’anno). Ciò ha consentito di registrare, dopo ben 9 anni, un saldo positivo tra iscrizioni e cancellazioni avvenute nei primi 9 mesi dell’anno, portando lo stock delle imprese ad un valore pari a 34.470 unità. Sul buon andamento del saldo, si riflette anche la frenata delle chiusure: 247 quelle complessivamente registrate fra luglio e settembre dall’Ente di Largo Castello, contro le 301 dello stesso periodo del 2019. A spingere sulla vitalità del sistema imprenditoriale ferrarese nel trimestre da poco concluso sono state le Costruzioni, che hanno contribuito per il 43% al bilancio positivo del periodo. Questo il quadro di sintesi sulla nati-mortalità delle imprese ferraresi nel terzo trimestre dell’anno, fornito dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara sui dati di Infocamere, Registro delle imprese.

La vivacità e la libertà del tessuto economico – ha sottolineato Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio – rappresentano un moltiplicatore di ricchezza, anche sociale. Viviamo un tempo, messo a dura prova dalla pandemia, che ha fatto crescere la povertà e ampliato le diseguaglianze. Quanto gli imprenditori fanno è prezioso anche su questo fronte: nell’essere un antidoto nei momenti di crisi. Servono maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, strumenti finanziari specifici, partnership pubblico-privato efficaci, legami tra università e impresa più stabili, attenzione al mercato del lavoro, potenziamento qualitativo dell’istruzione. Sono queste – ha concluso Govoni – le chiavi per avviare una nuova fase di crescita”.

Il ruolo trainante delle costruzioni per la tenuta del tessuto imprenditoriale – accanto a quello dei servizi, componente essenziale per rispondere all’emergenza pandemica – si avverte distintamente osservando l’andamento del tasso di crescita trimestrale per macro-settori a cavallo degli ultimi due anni. Se tra settembre 2019 e settembre 2021 il comparto edile è cresciuto complessivamente di 32 unità (+0,67%), nel terzo trimestre di quest’anno il trend ha subito un’accelerazione. Il confronto con il periodo pre-pandemico evidenzia invece un’espansione rilevante dei servizi a imprese e persone (85 imprese in più per una crescita complessiva, nel biennio, dell’1,0%). Uno degli elementi significativi della crescita del comparto edile viene dalla struttura organizzativa scelta dalle nuove imprese. Il saldo positivo nei due anni (+32 unità) è frutto di due dinamiche opposte: da un lato le società di capitali, con una crescita nel periodo del 7,4% (+81 unità) e dall’altro la diminuzione di società di persone (-34) e le imprese individuali (-14), che in termini relativi registrano un calo molto meno accentuato.

Le forme giuridiche

Più della metà del saldo trimestrale è stata determinata dalle imprese costituite in forma di società di capitali (+55 unità, corrispondenti ad un tasso di crescita nel periodo dello 0,76%), mentre la restante parte è da attribuire sostanzialmente alle imprese individuali, aumentate di 39 unità (+0,19%). Unica forma giuridica che registra ancora un piccolo calo è quella delle società di persone (-7 unità).

Il bilancio dei settori

Il superbonus, come del resto si è iniziato a verificare già lo scorso anno, stimola la nascita di imprese edili (+38 tra luglio e settembre scorsi e una velocità relativa dello 0,79%) e questo consente al sistema imprenditoriale ferrarese di tenere le posizioni, aumentando le unità produttive rispetto al trimestre precedente. Le risorse per il risparmio energetico e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare sembrano avere inciso sulla vitalità di un settore cruciale come quello delle costruzioni che, tra luglio-settembre, si segnala per un incremento percentuale molto più elevato rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2019 (0,02%). Il secondo miglior saldo è ottenuto dalle attività immobiliare, settore comunque collegato al comparto edile (+18 unita, +0,95%). Grazie alle graduali riaperture, i mesi estivi hanno fatto registrare un incremento anche per le attività dei servizi di alloggio e ristorazione. Tra i settori, a spiccare per dinamismo nel trimestre estivo soprattutto in termini relativi è stato quello delle attività professionali, tecniche e scientifiche (+1,20% corrispondente ad un saldo di 12 imprese in più).