Concessioni garantite solo fino al 2023

Il Consiglio di Stato oggi ha messo la parola fine all’ipotesi di arrivare al 2033 senza gare

Proroga delle concessioni balneari solo fino al dicembre 2023 e poi tutto dovrà andare a gara per porre rimedio ad una situazione che contrasta con le norme in materia di concorrenza dell’Unione europea.  Lo ha stabilito oggi  il Consiglio di Stato in adunanza plenaria che segue le udienze del 20 ottobre. Ne consegue, scrive il Consiglio di Stato, che dal 1° gennaio 2024 “non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza”. La tolleranza fino a tutto il 2023 è determinata solo dalla necessità di “evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere». Secondo il Consiglio di Stato, infatti, la perdurante assenza, nonostante i ripetuti annunci di un intervento legislativo di riforma mai  attuato, di un’organica disciplina nazionale delle concessioni demaniali marittime contrasta con le regole a tutela della concorrenza imposte dal diritto Comunitario in quanto consente proroghe automatiche e generalizzate delle attuali concessioni lasciandole in vita addirittura fino al 31 dicembre 2033 e  impedendo a chiunque voglia entrare nel settore di farlo. Secondo il Consiglio di Stato, si legge in un comunicato – la concorrenza è preziosa “per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, potendo contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita».

I concessionari attuali potranno comunque partecipare alle gare che dovranno essere bandite e il tempo fino al 31 dicembre 2023 consente alla pubblica amministrazione  di «intraprendere le operazioni funzionali all’indizione di procedure di gara» e così “disciplinare in conformità con l’ordinamento comunitario il rilascio delle concessioni demaniali” ma anche evitare l’impatto sociale ed economico della cancellazione immediata delle concessioni. Tuttavia, dal 1° gennaio 2024 non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza e «tutte le concessioni demaniali dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da se via sia – o meno – un soggetto subentrante nella concessione».