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Ravenna e Ferrara, con i siti di Porto Marghera e Mantova, costituiscono più della metà della chimica nazionale

Nel pomeriggio di mercoledì 12 maggio si è tenuto, in videoconferenza, il confronto ministeriale dedicato al piano di riconversione annunciati da Versalis. Al confronto, convocato dal viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto, insieme al sottosegretario alla Transizione ecologica, Vannia Gava, anche rappresentanti di Eni Versalis, delle istituzioni, sindacati, Confindustria e delle Regioni coinvolte.

L’incontro ha avuto come tema centrale la richiesta della necessaria garanzia di approvvigionamento per i Petrolchimici di Ferrara, Ravenna e Mantova in relazione alla chiusura del cracker di Porto Marghera e la volontà avviare un Tavolo nazionale della Chimica in cui individuare le politiche da attuare in accompagnamento alle annunciate riconversioni di Eni Versalis.

Ora è necessario un percorso certo di discussione per andare nella direzione di una transizione giusta nei tempi giusti e con la garanzia del Governo su un’operazione strategica per il Paese”. È la richiesta dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, al tavolo nazionale interministeriale sul settore petrolchimico con particolare riferimento al quadrilatero Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, con suoi poli di Ravenna e Ferrara che con i siti di Porto Marghera e Mantova costituiscono più della metà della chimica nazionale.

Nell’occasione il viceministro Pichetto ha annunciato ai presenti la volontà del Governo di convocare in tempi brevi un tavolo nazionale della chimica.

Ci aspettiamo dal governo che si faccia garante di un percorso di questa portata – ha affermato l’assessore Colla – poiché il tema del cracking rientra in una discussione generale sulla chimica”.
Oggi – ha spiegato Colla – siamo a un passaggio delicato per il Paese: se vogliamo attuare il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e renderlo davvero efficace, il progetto industriale nazionale della chimica è fondamentale. La chimica rappresenta il settore più strategico e trasversale e perderla o ridimensionarla significherebbe perdere sia gli investimenti delle multinazionali che gravitano intorno al settore, sia la nostra manifattura. Nel momento in cui il Paese sta facendo il più grande investimento keynesiano della sua storia contemporanea, è dunque fondamentale avere certezze non solo per il nostro quadrilatero produttivo, ma per tutti quei milioni di lavoratori che, oltre che nei petrolchimici, stanno nel sistema-Paese”.

Rispetto al tema specifico dell’approvvigionamento delle materie prime attraverso la pipeline, che Versalis vorrebbe sostituire con le navi, l’assessore regionale ha evidenziato il problema della sostenibilità ambientale e i rischi per la sicurezza, richiamando “la necessità di una discussione sul modello che vogliamo affermare con il Pnrr”.
Noi siamo alleati del percorso di transizione verde che Eni intende compiere – ha concluso Colla –, però le transizioni reggono se procedono contestualmente su un binario parallelo che permetta di vedere da dove partiamo e in quale direzione stiamo andando, senza perdere il lavoro e con progetti di investimento condivisi. Il Governo deve essere garante di tale indispensabile processo strategico”. 

Come Sindaco di Ferrara – ha affermato Alan Fabbri nel corso del confronto – e rappresentante di uno dei territori maggiormente interessati dai nuovi piani di riconversione annunciati da Versalis, che comprendono la chiusura del cracker di Porto Marghera, ribadisco l’importanza di stabilire e chiarire i tempi della riconversione annunciata garantendo la salvaguardia e la continuità della fornitura alle imprese che oggi operano nel settore chimico. Quello annunciato da Versalis è un progetto certamente interessante, che va nella direzione del PNRR, ma per salvaguardare davvero i territori e l’intero sistema della chimica di base deve essere accompagnato da garanzie di approvvigionamento e stabilità della produzione che devono arrivare in modo chiaro e comunque prima della chiusura del cracker. Bisogna evitare che si ripeta quanto è accaduto con gli zuccherifici che, come purtroppo sappiamo bene e soprattutto nel nostro territorio, sono stati lentamente dismessi facendo perdere capacità produttiva e industriale a un sistema economico storicamente basato sulla produzione dello zucchero. La questione dunque va inserita in un piano e in ragionamento nazionale sul futuro della Chimica, del quale è chiamato ad occuparsi il Governo. Ferrara con il Polo chimico conta circa 3000 addetti a cui si aggiungono i lavoratori dell’indotto e non è possibile pensare che un sistema industriale così importante venga messo in difficoltà, anche solo nei piani di investimento, da decisioni che non garantiscono reali equilibri sulle  forniture“.