Maura Biolcati
Maura Biolcati

Le testimonianze di tre imprenditrici del settore

Chi si affida a un’estetista abusiva non ha alcuna garanzia. Noi che operiamo in regola investiamo da sempre in sterilizzatori, autoclave, attrezzi monouso, prodotti per la disinfezione e ora anche in dispositivi anti-contagio e procedure anti-Covid; chi lavora in nero non fa niente di tutto questo. Né adesso, né prima dell’emergenza”.
Parla con grande amarezza Maura Biolcati, imprenditrice socia di Cna e titolare del salone ‘Wellness and Beauty’ di Codigoro. Anche lei, come tante colleghe e colleghi, vede il proprio fatturato ridotto a causa delle restrizioni – “in un anno di Covid ho perso almeno il 30%”, calcola –  è costretta a tenere chiusa l’attività perché l’Emilia Romagna è in zona rossa, ma assiste impotente alla crescita esponenziale dell’abusivismo.

Elena Malanchini, Presidente di Cna Benessere e sanità
Elena Malanchini, Presidente di Cna Benessere e sanità

Ci siamo adeguate a tutte le norme e tutti i protocolli, investendo somme non trascurabili, e alla fine ci hanno comunque obbligate a chiudere le serrande – prosegue la Presidente di Cna Benessere e sanità Elena Malanchini –. Nel frattempo il problema dell’abusivismo cresce: molte clienti hanno comunque bisogno dei nostri servizi ma trovano le nostre attività chiuse: e così cadono in tentazione, si rassegnano alle abusive, e a noi non resta che la rabbia”.

L’impatto economico dei servizi alla persona non va sottovalutato: secondo l’ultimo dato di cui disponiamo, a fine 2019 in provincia di Ferrara erano presenti 843 attività di acconciatura e 267 saloni di estetica, per almeno duemila soci titolari. Queste attività impiegavano 2.196 dipendenti. In tutto, oltre 4.500 persone trovano il proprio reddito nel settore. Non parliamo quindi di piccoli numeri, ma di un settore economico fiorente che risponde un bisogno diffuso: “non dico che siamo un servizio essenziale – sorride Elena Malanchini – ma siamo di certo un servizio utile”.

Purtroppo siamo penalizzate dalle chiusure ma non veniamo aiutate dallo Stato – spiega Marcella Furini, titolare del Centro estetico 2mm di Copparo –. Io probabilmente non riceverò nemmeno una lira a seguito del Decreto Sostegni: ma che senso ha calcolare gli aiuti alle imprese sulle perdite dell’anno scorso se siamo chiuse adesso? Le spese fisse che ogni impresa deve sempre onorare, anche quando è chiusa, chi le paga?”.

Servirebbe più decisione nel combattere contro l’abusivismo, informando le persone dei rischi che comporta a fronte di minimi vantaggi economici: “Cna lotta da sempre contro il fenomeno dell’abusivismo – spiega la responsabile di Cna Benessere e Sanità Silvia Merli –. E’ fonte di concorrenza sleale, cattivo servizio, scarsa sicurezza ed evasione fiscale: per questo invitiamo chiunque sia testimone o venga a conoscenze di fenomeni di questa natura a scriverci alla casella mail [email protected]. Provvederemo noi stessi a inoltrare le segnalazioni alle autorità competenti, garantendo l’anonimato di chi ce le ha inviate”.

In generale – prosegue Merli – crediamo che l’obbligo di chiusura in zona rossa per i servizi alla persona vada superato, perché nonm comporta alcun beneficio, se non per gli abusivi. A parità di condizioni di lavoro, i professionisti regolari che investono in sicurezza e aggiornamento continuo possono competere sul fronte della qualità, ma con le serrande abbassate non possono proprio mettersi in gioco e il danno diventa doppio”.