Tutti gli interventi per favorire la ripresa di un settore che vale il 9% del Pil

UniCredit tiene accesi i riflettori sulla Moda Made in Italy – un pilastro della manifattura italiana di cui rappresenta circa il 9% del valore aggiunto e il 12,5% dell’occupazione –  uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica determinata dalla pandemia. Così, dopo The Age of New Visions, le tre tappe di incontro virtuali realizzate alla fine dello scorso anno a Firenze, Milano e Roma e dedicate al rilancio del Fashion italiano, il Gruppo bancario si fa promotore di un nuovo momento di confronto fattivo, centrando il focus sulle imprese del fashion dell’area Centro-Nord, ovvero di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Obiettivo: coinvolgere i principali protagonisti del comparto – imprese, istituzioni, associazioni e banca – e, partendo dai risultati di uno studio di settore condotto da Industry expert UniCredit, riflettere insieme sugli scenari economici e sulle strategie da attuare per agevolarne la ripartenza.

Le nuove frontiere del settore

Sostenibilità, digitalizzazione e un nuovo approccio di politica industriale le leve funzionali alla ripresa e i temi cardine al centro dell’incontro, realizzato totalmente in digitale da UniCredit ieri  18 marzo. Ad aprire i lavori, i saluti di Antonella Mansi, Presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana; Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit; e di Vincenzo Colla, Assessore allo Sviluppo economico e Green economy, Lavoro e Formazione Regione Emilia Romagna. Subito dopo, l’intervento di Brunello Cucinelli, Presidente Brunello Cucinelli, seguito dalla presentazione dello studio di settore curato da Roberta Antinarella, Industry Expert UniCredit. La parola passa quindi a Toni Scervino, CEO Ermanno Scervino; Giacomo Filippi, CEO Fabiana Filippi; Alessandro Varisco, CEO Twin-set; e Stefano Secchi, Direttore Generale Moschino, protagonisti della tavola rotonda sul tema “E-Commerce e digitalizzazione – Sostenibilità e nuovi modi di comunicare”, moderata da Cristiano Seganfreddo, Presidente e Editore Flash Art.  “Abbiamo voluto organizzare questo incontro – ha spiegato  Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit – con l’intento di proseguire nel nostro impegno come partner strategico delle imprese. Un ruolo che ricopriamo anche lavorando come facilitatori di una riflessione approfondita sulle possibili strategie di rilancio di uno dei pilastri dell’economia italiana: la moda.

L’impegno di Unicredit per il tessuto produttivo

Questa iniziativa si aggiunge a quelle già messe in campo da UniCredit per sostenere il tessuto produttivo del Paese anche e soprattutto in questa fase di emergenza legata alla pandemia. L’obiettivo è proseguire il processo di confronto costruttivo intrapreso per dare voce ai principali attori del settore. Vogliamo infatti continuare a lavorare in sinergia per affrontare insieme i temi della ripresa. Per comprendere al meglio le esigenze del comparto, in relazione ai cambiamenti che su più fronti stiamo vivendo, riteniamo necessario mantenere alta l’attenzione sulle sue specificità, sui suoi punti di forza e sulle sue criticità. Per questo abbiamo realizzato oggi un nuovo Forum dedicato al Fashion, coinvolgendo direttamente gli imprenditori, le associazioni di riferimento più rappresentative e le istituzioni. È così che possiamo individuare gli strumenti più consoni e funzionali al processo di ripartenza. Questo è il nostro modo di essere parte della soluzione”.

Il sostegno della Regione

Per Vincenzo Colla, Assessore allo Sviluppo economico e Green economy, Lavoro e Formazione Regione Emilia Romagna, “Quello del tessile e del calzaturiero rappresenta il comparto manufatturiero che ha più sofferto a causa della pandemia. L’intera filiera della nostra Fashion Valley è fatta di grandi griffe e aziende splendide, capaci di portare nel mondo la bellezza, la creatività e l’abilità delle mani dei nostri artigiani. Per ripartire è fondamentale intercettare il cambiamento tecnologico e quello “green” accelerati dal covid, accompagnando le imprese verso l’innovazione di processo e prodotto e sostenendo una ricerca che possa portare nuovo valore aggiunto nel segno della sostenibilità. La transizione è senza dubbio il passaggio più difficile da gestire, ma siamo determinati nell’aiutare le nostre aziende a superarlo, puntando anche ad una certificazione “green” come ulteriore elemento distintivo di qualità del nostro prodotto Made in Italy nel mondo. Inoltre, investiremo molto sull’internazionalizzazione, sulla digitalizzazione sostenendo la commercializzazione digitale (e-commerce, vetrine virtuali, marketplace…) e sulla formazione per la transizione delle competenze”.