Imprese a gestione femminile (foto di repertorio Shutterstock)
Imprese a gestione femminile (foto di repertorio Shutterstock)

La pandemia colpisce soprattutto le attività delle under 35

La crisi si fa sentire anche sulle imprese femminili ferraresi, frenandone la tenuta che andava avanti da sei anni. A fine 2020, infatti, l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio registra un calo del -1,16% (quando a livello nazionale è stato dello 0,29%), pari a 93 attività in meno rispetto al 2019. Una perdita ancora contenuta, ma superiore di qualche decimale a quella delle imprese non femminili, trend in controtendenza rispetto al passato.

Nella nostra provincia, le imprese guidate da donne sono 7.926, pari al 23,0% (a fronte del 22,0% dell’Italia e del 20,8% dell’Emilia-Romagna) del totale delle imprese. E sebbene il tessuto produttivo femminile resti comunque mediamente “più giovane” di quello maschile, le aziende guidate da donne con meno di 35 anni riducono la loro incidenza di 778 unità (-29 rispetto al 2019), rappresentando, ora, il 10,9% del totale, mentre nel 2019 erano l’11,2%.

Commercio e attività legate al Turismo scontano i veri danni della pandemia: 36 le imprese femminili in meno rispetto al 2019, mentre si registrano -35 unità nei settori Alloggio e Ristorazione. Diminuiscono, inoltre, le imprese femminili Agricole, (-9 unità) e le attività del gruppo “Altri servizi”, che comprendono quelli alla persona, (-10 imprese). Tengono, seppure a fatica, i comparti Manifatturiero, Noleggio, Agenzie di viaggio, Servizi di supporto alle imprese, Costruzioni e le Attività finanziarie e assicurative. Continua al contrario la crescita di alcuni settori, a partire da quelli a maggior contenuto di conoscenza come le Attività professionali (+11 unità, con una variazione del 6,1%), e le Attività immobiliari (+11, +2,4%), a ritmi superiori a quanto si registra per le imprese non femminili.

A livello comunale, la contrazione più elevata in termini assoluti viene rilevata nel Comune capoluogo (-31), seguito da Argenta, Cento, Codigoro e Copparo, che insieme perdono 87 imprese. Si registrano, invece, variazioni positive a Goro (+33 unità rispetto al 2019), a Lagosanto, a Mesola e a Bondeno.

La piena parità nel lavoro è un motore di sviluppo, la discriminazione, invece, ne costituisce un freno”. Così Gisella Ferri, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio, che ha aggiunto: “Mi auguro che sempre più si rafforzi la presenza delle donne nelle istituzioni, nelle imprese, nelle università, nelle associazioni, nei partiti, nei sindacati, contribuendo a superare vecchie barriere culturali che non hanno più ragione di essere. L’idea stessa di libertà è diventata più grande grazie all’irrompere della novità femminile, ma guai a dimenticarsi di chi resta indietro o viene escluso. Non è vera libertà piena quando una conquista è pagata con l’esclusione di altri, non è libertà se, a parità di mansioni, il salario della lavoratrice è inferiore a quello di un lavoratore. Una questione – ha concluso Gisella Ferri – a cui l’intera società è chiamata a dare una risposta all’altezza della libertà e della dignità che la nostra Costituzione ci ha fatto raggiungere”.