Domenica Ferrara sarà protagonista su RAI 5
Nella foto Monica Ghezzi durante le riprese

L’approfondimento di Monica Ghezzi in onda domenica 17 marzo

Le meraviglie di Ferrara saranno il centro della nuova puntata del programma “Di là dal fiume e tra gli alberi”, in onda in prima visione su Rai 5 domenica 17 marzo alle 22.10. A raccontarle sarà Monica Ghezzi in “Ferrara, la città sospesa”, documentario alla scoperta delle storie e dei personaggi più caratteristici del territorio estense.

“È sempre un piacere vedere che Ferrara e le sue infinite storie sono sempre più presenti nel palinsesto delle trasmissioni culturali nazionali – dice l’assessore Matteo Fornasini -. Ringrazio la giornalista Monica Ghezzi, la troupe e lo staff di Rai 5 per contribuire a far conoscere la nostra città con un documentario che domenica approfondirà l’universo di Bassani, Ferrara tra terra e acqua, il mondo dei buskers e la passione che questa città coltiva per l’arte, nel segno del grande maestro Franco Farina”.

Ferrara è la “Città dalle cento meraviglie”, come recita il titolo del romanzo autobiografico del pittore ferrarese Filippo De Pisis, vissuto nella prima metà del ‘900 e intimo amico dei fratelli Giorgio e Andrea De Chirico, che vissero a Ferrara durante gli anni della Grande Guerra. Una storia intensa e curiosa quella dei due fratelli a Ferrara, raccontata su Rai 5 sotto un profilo psicologico dallo psichiatra Adello Vanni, appassionato cultore della pittura metafisica e dei suoi simbolismi.

Ferrara è una città tanto bella quanto misteriosa e lunare, spesso avvolta da una coltre di nebbia che la rende quasi indefinibile. Si dice che sia dominata da una certa bizzarria che investe gli abitanti della cittadina estense e che intuirono gli stessi pittori metafisici. Quella bizzarria, forse, che ha plasmato la fantasia degli artisti che vi hanno vissuto, da Ludovico Ariosto a Torquato Tasso che a Ferrara perse il senno e venne rinchiuso in una cella dell’ex ospedale di Sant’Anna. Lo storico Matteo Provasi parla dell’importanza della città durante il Rinascimento, quando sotto il dominio degli Estensi fu capitale del Ducato di Ferrara e rappresentò un importante centro politico, artistico e culturale.

Tra le meraviglie di Ferrara, prima città moderna d’Europa, vi è la cosiddetta Addizione Erculea, raccontata da un giovane progettista, Sergio Fortini, nella darsena di San Paolo. A due passi dal meraviglioso Castello Estense, il monumento più rappresentativo di Ferrara, l’architetto descrive la città come un’isola che galleggia sospesa tra la terraferma e l’acqua del grande fiume Po. Ferrara è ineffabile, una città i cui protagonisti sono anche il vuoto e l’assenza. In questa atmosfera rarefatta c’è però una costante che ne ha determinato la storia e il fascino senza tempo: il Po, con il suo delta e i magnifici rami. Nell’antica banchina portuale di Pontelagoscuro è ormeggiata la Nena, una vecchia imbarcazione veneziana. Georg Sobbe e Antonella Antonellini, capitano e marinaio della Nena, la definiscono una ‘ludo-barca’. Da anni, infatti, sono impegnati nell’organizzazione di percorsi fluviali dedicati a cittadini e scolaresche, nel tentativo di recuperare e vivacizzare il secolare rapporto tra la città e il suo fiume.

Anche Giorgio Bassani, scrittore e poeta che ha reso Ferrara celebre nel mondo, ne L’Airone ha dato voce al proprio rapporto con il fiume Po. Il protagonista del suo ultimo romanzo infatti, lungo le valli del Po di Volano compie un viaggio che da semplice battuta di caccia diventa un percorso per lenire il suo disagio esistenziale. Bassani è amatissimo a Ferrara e non c’è luogo che in qualche modo non rimandi alla sua opera poetica e narrativa: da Corso Ercole I d’Este, dove si affacciava l’immaginario giardino dei Finzi Contini, alle mura del castello dove avvenne la fucilazione di undici oppositori del regime fascista. Episodio raccontato magistralmente in “Una notte del ’43”. Nel cimitero ebraico, la poetessa e lettrice appassionata dell’opera di Bassani, Monica Pavani, parla della relazione imprescindibile tra Ferrara e il suo poeta e di come per i Ferraresi i suoi personaggi continuino a vivere tra le case e i vicoli della città.

A ridosso delle antiche mura, il documentarista Filippo Vendemmiati racconta la città dal punto di vista di chi, come lui, l’ha abbandonata per vivere altrove, sottolineando il silenzio che caratterizza l’anima di quei luoghi, soprattutto di notte, quando passeggiando per i suoi vicoli puoi sentire distintamente l’eco dei tuoi passi. Questo silenzio, tuttavia, produce suoni inaspettati, come la musica del Ferrara Buskers Festival, creazione di un ferrarese sui generis, amante della musica e musicista a sua volta: Stefano Bottoni, un ex fabbro che nel 1988 nella sua fucina ha inventato il primo Festival Internazionale per Musicisti di Strada.

In centro si staglia poi un’altra delle cento meraviglie, forse la più bella: il Palazzo dei Diamanti, oggi spazio che ospita le mostre temporanee della Fondazione Ferrara Arte e sede della Pinacoteca Nazionale. Chiara Varrasi, responsabile conservatrice della Galleria d’arte Moderna, ricorda gli anni ruggenti della cittadina di provincia, quando sotto la direzione artistica del maestro Franco Farina, tra gli anni ‘60 e gli anni ‘90, Ferrara divenne un polo museale d’avanguardia, accogliendo opere di artisti internazionali, icone come Man Ray e Andy Warhol, che nel 1975 espose qui la collezione “Ladies and gentleman”.