Il MAF entra nel sistema museale regionale e nazionale
Una foto del museo Maf Mondo Agricolo Ferrarese

L’importante riconoscimento giunge all’istituzione museale ferrarese al termine di un’istruttoria attivata dal Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna

 

La Regione Emilia-Romagna ha conferito al MAF (Mondo Agricolo Ferrarese) l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale, oltre che al Sistema Museale Regionale. L’importante riconoscimento giunge all’istituzione museale ferrarese al termine di un’istruttoria attivata dal Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna lo scorso anno e approvata nei giorni scorsi con delibera della Giunta regionale.

Con il MAF, unica realtà ferrarese, sono stati accreditati altri sei musei del territorio regionale, ritenuti rispondenti ai Livelli uniformi di qualità per la valorizzazione (LUQV) adottati dal Ministero della Cultura. Questo prestigioso riconoscimento costituisce per i musei non statali il primo passo obbligatorio per l’adesione al Sistema Museale Statale. Tra le 18 candidature pervenute, valutati dalla commissione interna del Settore Patrimonio culturale regionale, oltre al Maf sono stati scelti la Quadreria di Asp di Bologna, il Centro culturale “Carlo Venturini” di Massa Lombarda, il Museo civico Gonzaga di Novellara, la Casa delle Farfalle di Cervia, il Museo della Regina di Cattolica e il Museo Paleontologico Comunale di Mondaino. I sette musei si aggiungono ai 116 già riconosciuti in occasione della prima e seconda finestra del percorso avviato nel 2021 dalla Regione Emilia-Romagna in coordinamento con Ministero della Cultura.

“Si tratta di una felice notizia per uno dei musei ferraresi tra i più fortemente legati alla valorizzazione del nostro territorio e alla scoperta delle nostre radici. Il riconoscimento regionale è un’ulteriore affermazione del buon lavoro avviato da Scaramagli, in collaborazione con il Comune, per tramandare la conoscenza della tradizione agricola ferrarese”, così l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli.

“Il MAF di San Bartolomeo in Bosco ha visto così istituzionalmente e scientificamente riconosciuta la validità dei propri progetti e allestimenti, in questi ultimi anni particolarmente finalizzati a proiettare la memoria del lavoro agricolo e della cultura di tradizione nella ruralità del terzo millennio”, aggiunge Pier Carlo Scaramagli, presidente del MAF.

Il MAF è stato istituito all’inizio degli anni ’80 del ‘900, grazie alla passione e alle felici intuizioni di Guido Scaramagli, imprenditore agricolo e studioso del mondo rurale, in collaborazione con Renato Sitti, allora direttore del Centro Etnografico del Comune di Ferrara. Fin dai primi anni, la sua gestione ha costituito, non soltanto in ambito locale, un esempio di pionieristico rapporto tra pubblico e privato, grazie a una convenzione con il Comune di Ferrara, tuttora in essere e particolarmente proficua. Nell’ambito di questo rapporto, oggi il MAF, oltre che organizzare attività specifiche collegate al Museo (con un occhio di riguardo per il mondo della scuola), organizza sistematicamente eventi, incontri culturali, convegni di studio, festival a tema rurale e si avvale dei moderni social per la divulgazione delle proprie tematiche.