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(foto repertorio Shutterstock.com)

Da Cna l’appello al ministro Franceschini e ai parlamentari del territorio

Nei primi quattro mesi del 2021 le imprese che operano nel settore della cultura e degli eventi hanno subito perdite di fatturato che, nei casi peggiori, arrivano anche al 95%. Teatri, sale da concerto, cinema, musei, fiere… tutto chiuso da oltre un anno, con una breve e parziale riapertura nel periodo estivo. Ora, le aziende del settore non ci stanno più.

Nel comparto cultura-eventi-spettacoli operano aziende diversissime tra loro – spiega Davide Franco, Presidente di Cna Cultura e amministratore di “Suono e Immagine”, azienda che fornisce service Audio e video per eventi e concerti –. Questo ha impedito al nostro settore di presentarsi in modo unitario e fare massa critica, e quindi non è stata data sufficiente importanza alle nostre ragioni. Cna sta cercando di rimediare a questo problema creando un raggruppamento di imprese che possa dare rappresentanza unica del mondo della cultura e degli eventi: nel frattempo, è necessario che anche a noi venga data una prospettiva”.

È proprio questo l’appello che Cna Ferrara lancia ai parlamentari del territorio e al ministro Dario Franceschini: “è necessario avviare da subito – dice la responsabile di Cna Cultura Silvia Merli – un programma di riaperture in sicurezza anche per il settore cultura-eventi-spettacolo. È una filiera di grande peso sociale ed economico per il nostro territorio, e Cna Ferrara è l’unica associazione imprenditoriale che ne rappresenta tutte le sfaccettature, con oltre 400 imprese associate”.

Ormai abbiamo la sensazione di essere quelli che pagano per tutti – dice Alessandro Pasetti, titolare e direttore artistico di “Made srl”, società che organizza eventi di punta, e tra questi “La Moda in Castello” di Cna –. Si parla, giustamente, di riaprire bar, ristoranti, persino gli stadi, ma il nostro settore è ancora sospeso in un limbo da cui non si sa quando potrà uscire. Non si è ancora capito che l’anno di crisi più grave sarà il 2021, più ancora del 2020. Molti di noi nel 2020 hanno tamponato la crisi perché disponevano di contratti stipulati prima della pandemia: quest’anno invece non c’è proprio nulla. Anche i criteri dei ristori andrebbero rivisitati tenendo conto di questa realtà”.

Davide Franco

Quando ha avuto la possibilità di farlo, il settore degli spettacoli e degli eventi ha saputo adottare protocolli di sicurezza adatti allo scopo: “La provincia di Ferrara – spiega ancora Davide Franco – nel periodo estivo è stata sicuramente un esempio virtuoso di collaborazione tra enti locali, autorità, privati. Dobbiamo riprovarci, magari potendo contare, in futuro, su regole certe di livello nazionale”.

Tutte le realtà che operano nel settore degli eventi e dello spettacolo hanno cercato di sostituire le iniziative in presenza con webinar, spettacoli online, iniziative a distanza. Lo ha fatto anche Ferrara OFF, l’associazione culturale che gestisce gli spazi teatrali di viale Alfonso d’Este. Spiega il direttore Marco Sgarbi: “il digitale è utile, formativo, va usato, e in questi mesi ci ha sicuramente aiutato a mantenere in piedi un po’ di attività tramite la partecipazione a bandi e progetti. Ma l’essenza del teatro è proprio la presenza, e la presenza per ora ci è negata. Non c’è dubbio che questi tempi lasceranno cicatrici profonde. Noi abbiamo già immaginato un ciclo di una ventina di eventi serali che dovrebbero aver luogo da giugno a metà agosto, ma ovviamente non abbiamo alcuna certezza sulla concreta possibilità di ripartire. E quindi si passa da momenti di fiducia nel futuro a momenti di pessimismo assoluto, consapevoli che la cosa più difficile, in fondo, sarà proprio ricominciare”.