Tentano la truffa del finto Carabiniere
Una foto di repertorio dei Carabinieri di Argenta

Arrivano quelli veri ed arrestano due donne in flagranza di reato

“Buongiorno Signora, siano i Carabinieri. La dobbiamo informare che, purtroppo, suo marito ha appena provocato un grave incidente stradale ed attualmente è in caserma in stato di arresto. Se mi fornisce il suo recapito cellulare, la faccio contattare dall’avvocato d’ufficio che le indicherà come versare la cifra necessaria alla liberazione”.

Sempre più spesso, negli ultimi mesi, si sente parlare di truffe “del finto Carabiniere”, in cui il delinquente di turno contatta telefonicamente la sua vittima facendo leva su due elementi fondamentali: la situazione di difficoltà di una persona cara e l’autorevolezza di chi la informa dell’accaduto. Chi di noi, di fronte alla notizia dell’arresto o di un incidente in cui è rimasta coinvolta una persona di famiglia, non farebbe di tutto per risolvere la situazione? e chi di noi, di fronte alla chiamata di un Carabiniere – che da sempre ispira vicinanza e fiducia nella popolazione – dubiterebbe della sua autorevole parola?


Proprio questa è la leva che i truffatori sfruttano! Per questo motivo l’Arma ferrarese, da tempo, incontra la popolazione sia nelle Parrocchie, grazie ai protocolli d’intesa con l’Arcidiocesi di Ferrara e Comacchio, sia in altri luoghi messi a disposizione dalle Amministrazioni Comunali, dispensando consigli su come evitare di “cadere” nei tranelli dei truffatori. E i frutti si cominciano a raccogliere, perché la gente, anche grazie al passaparola che scaturisce dagli incontri con i Carabinieri, ha una percezione sempre più precisa del “pericolo truffe” ed ha sempre più strumenti per “fiutare l’inganno”.

Ed è proprio quelle che è accaduto nel pomeriggio di ieri, 12 aprile 2024, ad Argenta, quando una donna ha ricevuto una telefonata sull’utenza fissa di casa in cui un sedicente “Carabiniere di Ravenna” la informava che il marito aveva appena investito un motociclista ed era in stato di arresto in caserma, comunicandole poi che, tramite un “avvocato d’ufficio”, avrebbe dovuto versare all’Autorità Giudiziaria 7.500,00 Euro per la liberazione dell’uomo. Dopodiché chiedeva alla donna un recapito cellulare per poterla ricontattare in caso di necessità e le preannunciava che sarebbe stata chiamata anche dall’Avvocato, che le avrebbe fornito istruzioni dettagliate. Terminata questa prima chiamata, ne è arrivata subito un’altra, in cui un sedicente Avvocato, ribadendo la situazione, precisava che una sua “collaboratrice di studio” sarebbe passata presso l’abitazione della signora per ritirare il denaro, aggiungendo che, ove la donna non avesse avuto immediata disponibilità dell’intera somma richiesta, avrebbe potuto consegnare gioielli di valore equivalente, che sarebbero stati depositati in garanzia presso i Carabinieri. Intanto, il finto Carabiniere richiamava la donna sull’utenza cellulare, evidentemente allo scopo di non consentirle di provare a chiamare i familiari o le forze dell’ordine.

Fin qui il copione è collaudato, ma in questo caso la vittima, avendo percepito da subito le intenzioni dei suoi interlocutori telefonici, tra la prima e la seconda telefonata ha avuto la prontezza di contattare il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Argenta che, percepita la gravità della situazione e le necessità di non perdere neanche un minuto, si è precipitato a casa della donna assieme a sei dei suoi collaboratori. Tutti i Carabinieri di Argenta presenti in quel momento in caserma senza alcuna esitazione sono intervenuti coralmente e, mentre il Comandante e un altro militare si sono nascosti in casa della vittima, gli altri cinque, divisi in due squadre, si sono appostati sulla strada a ridosso dell’abitazione. Ancora decine di minuti di conversazione telefonica “doppia” – avvocato sull’utenza fissa e Carabiniere su quella cellulare – in cui alla donna, per convincerla di non essere vittima di una truffa, il finto Avvocato forniva dei codici, assolutamente fasulli ed inutili, che poi lei avrebbe dovuto comunicare al sedicente Carabiniere e viceversa.

Poi la collaboratrice dell’Avvocato bussa al campanello, entra in casa e trova due Carabinieri – veri – ad “accoglierla”. Intanto, sulla strada, gli altri militari individuano e bloccano la complice, che attendeva in auto.
Quando hanno capito di essere di fronte a veri Carabinieri, entrambe le donne – di 23 e 24 anni, giunte “in trasferta” dalla Campania – hanno provato a darsi alla fuga, ma sono state subito bloccate dai militari, alcuni dei quali, fortunatamente senza esiti, hanno dovuto anche subire gomitate, spinte e strattoni.

Morale della favola: tutte e due arrestate per truffa – tentata – in concorso e per resistenza a Pubblico Ufficiale.
Dopo una notte nelle camere di sicurezza del Comando Provinciale dei Carabinieri di Ferrara, nella tarda mattinata di oggi (13 aprile 2024) sono state accompagnate davanti al Tribunale estense, dove il Giudice ne ha convalidato l’arresto e disposto per entrambe l’obbligo di dimora nei Comuni di residenza e solo per una anche l’obbligo di permanenza della sua abitazione dalle 21:00 alle 06:00. L’udienza dibattimentale è stata rinviata al 22 aprile p.v. per richiesta dei termini a difesa.