La lotta al caporalato all'ordine del giorno nei due incontri svolti dal Prefetto a Ferrara ed a Portomaggiore
Nella foto : l'incontro di questa mattina in Prefettura a Ferrara

Gli incontri fanno parte del Protocollo per la costituzione della Sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità

Si è tenuto stamane a Ferrara organizzato dalla locale direzione INPS, in collaborazione con la Prefettura di Ferrara quale firmataria nel luglio 2023, insieme ad altri Enti, del “Protocollo per la costituzione della Sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità”, un partecipato convegno incentrato sull’approfondimento dei principali aspetti riguardanti l’attività della Rete ma più in generale le problematiche del settore agricolo.

Su questi ultimi aspetti si è incentrato l’intervento di apertura dei lavori del Prefetto Marchesiello il quale, nel sottolineare l’importanza della Rete, istituita con legge 199 del 2016, quale strumento di contrasto al fenomeno del caporalato e al contempo di valorizzazione della filiera produttiva nazionale di eccellenza nel rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale e fiscale, ha affrontato il tema dello sfruttamento del lavoro nero in agricoltura, che in questa provincia, registra situazioni di particolare criticità nella zona di Portomaggiore, dove è presente una numerosa comunità pakistana .

“Lo sfruttamento del lavoro agricolo in alcune aree del ferrarese – ha sottolineato il Prefetto Marchesiello a margine del convegno – è un problema annoso, su cui la Prefettura da anni concentra i propri sforzi in una attività a 360°. Potenziare il sistema di controlli da parte delle autorità ispettive è certamente utile ma non basta. Oggi stesso, insieme all’Assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, sarò a Portomaggiore dove incontrerò Sindaco, Autorità di polizia e parti sociali e datoriali, per fare il punto della situazione. I fattori – sociali, economici e logistici – che favoriscono lo sviluppo del fenomeno sono molteplici, e quindi la risposta più efficace per un’inversione di rotta non può che coinvolgere una pluralità di Istituzioni, soprattutto per quanto riguarda le corrette dinamiche di incontro tra domanda e offerta di manodopera”.

In tal senso, in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica svoltosi a Portomaggiore, oltre all’evidenziazione delle importanti e costanti attività investigative svolte sul territorio dall’Arma dei Carabinieri per la repressione del caporalato, numerose sono state le proposte sulle quali tutti gli attori presenti hanno espresso unanime consenso. In particolare, oggetto di analisi è stato un progetto basato sulla realizzazione in loco di un punto fisico, una sorta di sportello, cui il lavoratore possa rivolgersi per ricevere proposte di lavoro e servizi di mediazione culturale, possibilmente accompagnate da un pacchetto di soluzioni abitative e di trasporto, che ne agevolino l’integrazione sociale e lavorativa, eliminando così la necessità di ricorrere alla illecita intermediazione dei “caporali”. Tale proposta, unanimemente accolta da tutti gli attori, sarà pertanto oggetto anche dei prossimi lavori della Sezione Territoriale della Rete del Lavoro agricolo di qualità.