I Carabinieri hanno effettuato un fermo giudiziario per il furto delle armi da una loro auto
Nella foto un momento della perquisizione da parte dei Carabinieri

I militari dell’Arma hanno eseguito il fermo di un indiziato di delitto

Nel pomeriggio di martedì 19 marzo i Carabinieri del Comando Provinciale di Ferrara, diretti dalla Procura della Repubblica estense, hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto di un sessantacinquenne italiano, residente nell’argentano, in ordine al noto furto avvenuto nella località San Nicolò di Argenta il 26 febbraio scorso quando, in una serata piovosa, vennero asportate due pistole mitragliatrici, 180 proiettili e due bastoni “tonfa”, custoditi a bordo di una vettura dei Carabinieri, mentre i militari erano impegnati per una lite tra coniugi all’interno di un’abitazione. I reati contestati sono quelli di furto pluriaggravato e detenzione di armi e munizioni da guerra.

Immediata la risposta dei Carabinieri del Comando Provinciale, con le prime attività info-investigative avviate la notte stessa e che la mattina successiva hanno consentito il rinvenimento di parte della refurtiva in un canale nelle campagne limitrofe.
Per la ricerca del materiale mancante (una pistola mitragliatrice e 180 proiettili), il Comando Provinciale dei Carabinieri di Ferrara, nei giorni successivi, ha di fatto saturato l’area delle operazioni. Imponente il dispositivo che per settimane ha rastrellato il territorio palmo a palmo. I numeri possono rendere l’idea dello sforzo compiuto. Circa 800 i militari del Comando Provinciale di Ferrara, del Reparto Anticrimine del ROS, del Nucleo Subacquei di Genova, del Nucleo Cinofili e del Gruppo Forestale di Bologna, hanno rastrellato palmo a palmo un territorio particolarmente complesso perché caratterizzato da enormi aree rurali e numerosi corsi d’acqua.

A fornire all’Arma una preziosa collaborazione, circa 150 uomini dei Vigili del Fuoco e del Nucleo di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Ferrara. I servizi, svolti H24, 7 giorni su 7, hanno consentito – anche con l’impiego di droni e metal detector – di perlustrare 172 tra casolari e capannoni abbandonati, dragare palmo a palmo oltre 20 corsi d’acqua, in un’area complessiva di circa 22 chilometri quadrati. Parimenti, sono state avviate attività informative di supporto che hanno portato all’esecuzione di oltre 39 perquisizioni in tutta la Provincia e, in particolare, nell’argentano.

Alle attività di ricerca sul terreno ha fatto seguito – sempre sotto la direzione e coordinazione della Procura della Repubblica di Ferrara – un’importante attività info investigativa, utilizzando tanto le metodologie delle indagini “classiche” quanto le più recenti tecnologie di supporto alle c.d. “attività investigative tecniche”, senza escludere alcuna ipotesi. Progressivamente, le incessanti, complesse e minuziose attività investigative messe in campo dagli uomini dell’Arma hanno consentito di stringere il cerchio attorno ad un pregiudicato locale, già noto ai Carabinieri.

L’epilogo nella mattinata di martedì 19 marzo, quando l’Autorità Giudiziaria inquirente, condividendo appieno le risultanze investigative dei Carabinieri, ha autorizzato la perquisizione dell’abitazione dell’uomo e, dopo il suo interrogatorio, ne ha disposto, nel tardo pomeriggio, il fermo di indiziato di delitto, ed in serata è stato accompagnato nel carcere di Ferrara.
Sono tuttora in corso accertamenti sul materiale non ancora rinvenuto.