Arrestato uno stupratore seriale a Comacchio
Nella foto i controlli dei Carabinieri nella pineta di Comacchio

Tra le vittime anche una turista tedesca di 13 anni

Era diventato l’incubo di turiste e giovani donne che, nella calda estate dei lidi ferraresi del 2022, cercavano ristoro nelle aree boschive del lungomare di Comacchio. Tre violenze sessuali perpetrate sempre con lo stesso modus operandi, da parte di un ciclista travisato che aggrediva le donne alle spalle, usando violenza sessuale, per poi dileguarsi.

Il primo episodio il 17 maggio, quando all’utenza di emergenza 112 dei Carabinieri giungeva la richiesta di aiuto di una giovane turista, poco prima aggredita da uno sconosciuto che le aveva usato violenza sessuale. In sede di denuncia ai militari, la vittima collocava l’aggressione in Lido degli Scacchi, nel retro spiaggia “Jacaranda”, dove durante una tranquilla passeggiata con il proprio cane ascoltando la musica preferita, era stata aggredita alle spalle da uno sconosciuto che, dopo averla bloccata fisicamente, l’aveva sottoposta a palpeggiamenti compiendo atti osceni sulla propria persona. Secondi interminabili al termine dei quali la vittima era riuscita a liberarsi temporaneamente dalla presa dell’aguzzino, tentando invano la fuga in quanto raggiunta nuovamente dall’uomo che, immobilizzatala contro un albero, si dileguava solo in seguito al perdurare delle urla disperate della vittima. Nel corso dell’intervento, i militari dell’Arma si premuravano pertanto di acquisire il maggior numero di elementi informativi possibili, evitando di tralasciare qualunque dettaglio e raccogliendo la descrizione dell’aggressore, che purtroppo agiva travisato.

Il secondo episodio il 3 luglio, questa volta a Lido delle Nazioni, ove i militari dell’Arma intervenivano in soccorso ad una tredicenne turista tedesca che poco prima aveva subito aggressione analoga, da parte di un uomo che corrispondeva perfettamente a quello descritto dalla prima vittima. In questo caso la ragazzina, mentre stava passeggiando in pineta, veniva aggredita e trascinata nella boscaglia dall’ignoto malintenzionato, il quale dopo averla bloccata a terra la denudava e palpeggiava. Al termine della violenza, la piccola vittima riusciva a divincolarsi e scappare con i vestiti strappati verso il bungalow dei genitori, che davano l’allarme. In questo episodio, oltre alla descrizione dell’aggressore, gli investigatori sequestravano gli indumenti della ragazzina e eseguivano dei tamponi sulla sua pelle, al fine di raccogliere eventuali tracce genetiche lasciate dall’uomo. Tutti i reperti venivano inviati al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Parma, per l’estrapolazione di profili genetici, diversi da quelli della minore.

L’inattività del violentatore seriale durava pochi giorni. Il terzo episodio, indice della serialità del soggetto, il 31 luglio, questa volta a Lido di Spina, dove una turista italiana ventiquattrenne veniva assalita alle spalle mentre, nel retro spiaggia, stava raccogliendo delle more dai rovi. In questo caso l’uomo, giunto da tergo, abbracciava la vittima, bloccandola e palpeggiandole il seno. La reazione della donna la quale, oltre ad allontanarlo, iniziava ad urlare chiedendo aiuto, induceva il criminale alla fuga, in sella ad una mountain bike. La ragazza, incoraggiata dal sopraggiungere di persone in suo aiuto, inseguiva l’aggressore riuscendo ad afferrarlo con decisione per il collo della maglietta, che si strappava nella disperata fuga del ciclista. Anche in questo caso i Carabinieri intervenuti sul posto, raccoglievano le dichiarazioni e le descrizioni della vittima e dei testimoni e prelevavano dei reperti genetici sotto le unghie della vittima che venivano inviati al RIS di Parma per le analisi genetiche.

Le indagini dell’Arma, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ferrara, esperite non solo tramite la comparazione dei DNA prelevati sulle scene del crimine, ma anche attraverso analisi di tipo tecnico, avevano portato a circoscrivere i sospetti intorno ad un operaio della zona, appassionato cicloamatore che, per aspetto e caratteristiche fisiche, corrispondeva alla descrizione fornita dalle vittime, risultato effettivamente presente nelle zone del crimine nel momento della commissione degli stessi. I Carabinieri di Comacchio, nel corso delle indagini, procedevano anche al sequestro degli indumenti dell’uomo e prelevavano il suo DNA. Le vittime, oltre a riconoscere nell’indagato la persona che le aveva aggredite sessualmente, riconoscevano anche i capi di abbigliamento in sequestro come quelli indossati dall’uomo al momento dei fatti. Ulteriore conferma perveniva dagli esiti delle comparazioni dei profili genetici estrapolati dal RIS che confermavano la presenza del DNA dell’indagato sul corpo e sugli indumenti di almeno due delle vittime.
Le investigazioni dell’Arma di Comacchio hanno permesso di raccogliere una serie di prove, indizi e riscontri esterni che hanno portato dapprima all’emissione di un provvedimento cautelare (autunno del 2022) a carico di un operaio 32enne e poi, al termine del processo con rito abbreviato, alla condanna a 6 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata continuata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale estense il 19 ottobre 2023 e divenuta definitiva lo scorso 22 gennaio.

Per il condannato si sono quindi aperte nuovamente le porte dell’Arginone ove lo stesso dovrà scontare 5 anni di reclusione tenuto conto del periodo di detenzione già trascorso in carcere e poi agli arresti domiciliari.
Il primo febbraio i Carabinieri della Compagnia di Comacchio hanno prelevato il 32enne dalla sua abitazione, ove si trovava agli arresti domiciliari e, al termine delle formalità, lo hanno tradotto presso la Casa Circondariale di Ferrara ove lo stesso sconterà la sua condanna.