I lavori di asfaltatura del ponte della Rana

Terminati i lavori alle utenze sono iniziate le asfaltature

Sembra un vero e proprio conto alla rovescia il tempo rimanente all’inaugurazione del nuovo Ponte della Rana “Armando Bononi”: al posto del ticchettio dei secondi, però, vi è una sequenza serrata di lavorazioni indispensabili all’apertura. Terminati i lavori alle utenze, conclusisi con la sostituzione del nodo di valvole da parte di Hera che non ha arrecato disagi alla cittadinanza, hanno da poco preso il via le asfaltature sull’impalcato e lungo le due sommità arginali.

«La tabella di marcia è ben pianificata e sta seguendo il calendario concordato – sottolinea il sindaco, Simone Saletti –. Gli asfalti, in buona sostanza, sono l’ultima lavorazione di grande impatto sul nuovo Ponte Rana-Bononi: terminati questi, si entrerà nell’ultima fase propedeutica all’inaugurazione, ovvero quella -non meno importante- dei dettagli e delle rifiniture». L’inizio della posa dell’asfalto certifica quindi la fine di un percorso di ricostruzione iniziato sostanzialmente all’indomani del sisma stesso.

Se infatti è vero che il cantiere ha vissuto una durata ristretta (un anno e sei mesi per completare interamente demolizione e ricostruzione), è pur vero che nel corso degli anni sono stati necessari vari passaggi cruciali prima di giungere all’avvio delle opere. «I danni del terremoto furono ingenti e diffusi – ricorda il primo cittadino –: all’amministrazione dell’epoca, guidata da Alan Fabbri, un fatto divenne subito chiaro: il Ponte Rana, pur se ancora percorribile, doveva essere ricostruito. Iniziò quindi una lunga fase di confronti a tutti i livelli istituzionali da cui la Città di Bondeno uscì vittoriosa, facendo mettere al centro dell’agenda la necessità del rifacimento dell’infrastruttura viabile che congiunge il Centro Storico con il Quartiere del Sole. Mettere nero su bianco la ricostruzione fu una conquista determinante», rimarca ancora Saletti.

Ma da quel momento in poi si aprì una nuova domanda cruciale: come riuscirci senza dividere a metà un paese? La risposta dovette trovarla l’amministrazione di Fabio Bergamini, e la soluzione più efficace e lungimirante fu subito chiara: «Costruire un secondo ponte – puntualizza il sindaco –. Certo, non un ponte qualsiasi, bensì il ponte di Borgo Scala, un’infrastruttura attesa da quarant’anni, la cui rilevanza divenne d’improvviso più attuale che mai. Il resto è storia: il 4 gennaio 2020 il ponte “Mons. Vincenzi” venne inaugurato e oggi sta svolgendo in pieno la sua funzione, garantendo il flusso quotidiano di migliaia di veicoli».

Dunque, dalle parole ai fatti: per la realizzazione dei due ponti, collocati a meno di un chilometro di distanza l’uno dall’altro, le tre amministrazioni che si sono susseguite hanno dovuto reperire oltre 5 milioni di euro. «Stiamo parlando di traguardi di portata storica – conclude Saletti –: con la buona amministrazione, il dialogo e la reale attenzione verso il territorio e le esigenze dei bondenesi siamo oggi in procinto di inaugurare il secondo ponte nel giro di quattro anni».