Tribunale di Ferrara
Tribunale di Ferrara

La Corte d’Assise ha riconosciuto anche il Comune di Bondeno, costituitosi parte civile, come soggetto danneggiato, condannando Saveri al risarcimento provvisionale di 5mila euro

Doriano Saveri è stato condannato dal Tribunale di Ferrara all’ergastolo per l’omicidio di Rossella Placati, avvenuto nella casa della donna di Borgo San Giovanni a Bondeno nella notte fra il 21 e il 22 febbraio 2021.

«Una sentenza che arriva dopo mesi di indagini e udienze, e che vedeva proprio in Saveri l’unico imputato per un fatto che ha rappresentato uno dei momenti più tragici per tutta la comunità bondesana – dice il sindaco di Bondeno, Simone Saletti –. Il mio primo pensiero va alla famiglia di Rossella, in special modo ai figli Vanni e Nicolò e alle sorelle Ines e Daniela, certamente le persone che negli ultimi due anni hanno sofferto di più. Personalmente e istituzionalmente, ho cercato in ogni modo di essere vicino ai familiari della vittima, pur nella consapevolezza che un dolore così grande non si potesse arginare. Con questa sentenza finalmente si fa luce su una vicenda che doveva al più presto essere chiarita – evidenzia ancora il primo cittadino –, per il bene dei familiari di Rossella e della comunità matildea tutta, ferma restando la possibilità per Saveri di ricorrere al secondo grado di giudizio».

La corte d’assise ha anche riconosciuto il Comune di Bondeno, costituitosi parte civile lo scorso marzo, come soggetto danneggiato dall’omicidio del febbraio 2021, condannando Saveri anche al risarcimento a titolo provvisionale di cinquemila euro. «Il tribunale di primo grado ha quindi valorizzato le iniziative poste in essere nel corso degli ultimi anni contro la violenza sulle donne – rimarca Saletti –, riconoscendo l’importanza sociale e comunitaria rivestita da fatti quali l’istituzione di un centro antivolenza, l’installazione della panchina rossa in memoria di Rossella e contro ogni forma di violenza e sopruso, le giornate contro la violenza sulle donne organizzate all’interno del nostro istituto superiore per sensibilizzare la comunità partendo dalle generazioni più giovani, e così via. Quello commesso a Bondeno è stato un fatto totalmente antitetico ai principi statutari dell’Ente di non violenza e di rispetto verso l’altro – conclude il sindaco –: era quindi un dovere portare all’interno della sede preposta la voce della cittadinanza, una voce che in ogni momento e in tutte le occasioni ha fatto sentire la propria vicinanza alla famiglia di Rossella affinché un episodio del genere non si ripeta mai più nella nostra storia».