Tra maggio e luglio di quest’anno, tre ragazze, tra cui una minorenne, sono state aggredite alle spalle da un uomo con il volto travisato

Nella calda estate dei lidi ferraresi, tre violenze sessuali sono state perpetrate nelle aree boschive del lungomare di Comacchio, sempre con lo stesso modus operandi, da parte di un uomo con il volto mascherato che ha aggredito le donne alle spalle.

I Carabinieri della Compagnia di Comacchio e della dipendente Stazione di Porto Garibaldi hanno svolto una prolungata ed articolata attività di indagine e questa mattina, giovedì 17 novembre, in esecuzione di un’ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ferrara, hanno all’arresto un comacchiese di 31 anni. A carico dell’uomo sono stati raccolti plurimi e concordanti indizi che conducono ai tre episodi avvenuti nel corso della primavera e dell’estate 2022.

Il primo episodio è avvenuto il 17 maggio scorso. Una giovane turista aveva chiesto aiuto chiamando il 112 dei Carabinieri perché poco prima era stata aggredita e violentata sessualmente da uno sconosciuto. In sede di denuncia, la ragazza ha raccontato ai militari che l’aggressione era avvenuta a Lido degli Scacchi, nel retro spiaggia “Jacaranda”: durante una passeggiata tranquilla con il proprio cane, mentre ascoltava la musica, la giovane era stata aggredita alle spalle da uno sconosciuto che, dopo averla bloccata fisicamente, l’aveva palpeggiata compiendo atti osceni su di lei. Dopo quei secondi interminabili, la ragazza era riuscita a liberarsi temporaneamente dalla presa dell’aguzzino, tentando invano la fuga; l’uomo infatti l’aveva nuovamente raggiunta e, immobilizzatala, si era dileguato solo in seguito al perdurare delle urla disperate della vittima. 

Nel corso della denuncia, i militari dell’Arma si sono premurati di acquisire il maggior numero di elementi informativi possibili, evitando di tralasciare qualunque dettaglio e raccogliendo la descrizione dell’aggressore, il quale però aveva agito col volto travisato.

Il 3 luglio è avvenuto il secondo episodio, questa volta a Lido delle Nazioni, dove a subire un’aggressione analoga è stata una minorenne in vacanza con i genitori. La ragazzina è stata aggredita mentre stava passeggiando in pineta e trascinata nella boscaglia da un uomo che corrispondeva perfettamente a quello descritto dalla prima vittima. Al termine della violenza la piccola vittima è riuscita a divincolarsi e scappare con i vestiti strappati verso il bungalow dei genitori, che hanno dato l’allarme. 

Oltre a raccogliere la descrizione dell’aggressore, gli investigatori hanno sequestrano gli indumenti della ragazzina ed eseguito tutti i test al fine di raccogliere eventuali tracce genetiche lasciate dall’uomo. Tutti i reperti sono poi stati inviati al RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Parma, per l’estrapolazione di profili genetici.

Il terzo episodio di violenza, indice della serialità dell’aggressore, si è verificato alla fine dello stesso mese, il 31 luglio, a Lido di Spina. Una turista italiana di 24 anni è stata assalita alle spalle mentre nel retro spiaggia stava raccogliendo delle more dai rovi: l’uomo, arrivato alle spalle della giovane, l’ha abbracciata, bloccandola e palpeggiandole il seno. Oltre ad allontanarlo, la donna ha iniziato ad urlare chiedendo aiuto, e l’aggressore si è dato alla fuga in sella ad una mountain bike. La ragazza, incoraggiata dal sopraggiungere di persone in suo aiuto, ha inseguito l’aggressore riuscendo ad afferrarlo con decisione per il collo della maglietta, che si è strappata nella disperata fuga del ciclista. Anche in questo caso i Carabinieri intervenuti sul posto, hanno raccolto le dichiarazioni e le descrizioni della vittima e dei testimoni, oltre a prelevare dei reperti genetici sotto le unghie della 24enne, inviati al RIS di Parma per le analisi genetiche. 

Le indagini dell’Arma, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ferrara, esperite non solo tramite la comparazione dei DNA prelevati sulle scene del crimine, ma anche attraverso analisi di tipo tecnico, hanno portato a circoscrivere i sospetti intorno ad un operaio della zona che, per aspetto e caratteristiche fisiche, corrispondeva alla descrizione fornita dalle vittime, e risultava effettivamente presente nelle zone del crimine nel momento delle aggressioni.

I Carabinieri di Comacchio, nel corso delle indagini, hanno anche sequestrato gli indumenti e prelevato il DNA dell’uomo. Le vittime hanno riconosciuto nell’indagato la persona che le aveva aggredite sessualmente, riconoscendo anche i capi di abbigliamento in sequestro come quelli indossati dall’uomo al momento dei fatti. Ulteriore conferma è arrivata dagli esiti delle comparazioni dei profili genetici estrapolati dal RIS, che ha confermato la presenza del DNA dell’indagato sul corpo e sugli indumenti di almeno due delle vittime.

Le indagini e i riscontri raccolti dagli investigatori dell’Arma hanno permesso di raccogliere una serie di prove, indizi e riscontri esterni di “integrale attendibilità” rispetto all’individuazione del presunto responsabile dei tre crimini. Oltre alla gravità e serialità dei fatti è stata evidenziata anche una concreta ed attuale esigenza di tutela sociale rispetto ai comportamenti dell’indagato che hanno palesato un “concreto e attuale pericolo che l’indagato commetta delitti della stessa specie di quello per cui si è richiesta l’applicazione della misura (…): lo si desume dalle specifiche modalità e circostanze dei fatti a lui contestati. Esse sicuramente denotano un atteggiamento seriale, ripetitivo, che replica uno schema preordinato e collaudato. Le condotte sono state poste in essere con allarmante spregiudicatezza, in luoghi che, se pure poco frequentati, sono pur sempre aperti al pubblico”, comeriportato dal Giudice per le Indagini Preliminari, ai fini dell’emissione di una idonea misura cautelare

Dopo le formalità di rito l’uomo è stato trasferito al Carcere “Satta” di via dell’Arginone, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.