A inizio novembre alcuni cittadini e un esercizio commerciale erano stati derubati a seguito di minacce con dei coltelli 

Nelle scorse settimane, precisamente tra il 5 ed il 6 novembre, nei comuni di Cento e Finale Emilia (MO) alcuni cittadini e un esercizio commerciale sono stati vittime di sei rapine, sia tentate che consumate. In tutti gli episodi di furto le persone coinvolte hanno fornito la stessa descrizione degli aggressori e del modus operandi: due, e in alcuni casi tre, individui col volto travisato che, minacciando i malcapitati con dei coltelli, si facevano consegnare soldi, borse e cellulari, per poi scappare a bordo di uno scooter. 

In tutte le occasioni i malviventi hanno inoltre agito con particolare efferatezza, tanto che in due circostanze le vittime sono state ferite durante le aggressioni, riportando fortunatamente solo alcune leggere lesioni agli arti, nel tentativo di difendersi.

Vista la gravità dei fatti, i Carabinieri hanno immediatamente intensificato i servizi di controllo del territorio e mirate attività investigative. Tali indagini, gà nel pomeriggio di lunedì 7 novembre, hanno permesso ai militari della Compagnia di Cento di fermare e controllare due giovani ventenni a bordo di uno scooter, identico a quello segnalato in occasione degli eventi criminali. Gli accertamenti hanno appurato che il ciclomotore risultava essere oggetto di furto, essendo stato rubato alla metà di settembre a Bologna. I due giovani sono stati quindi sottoposti a perquisizione personale rinvenendo alcuni degli oggetti sottratti in occasione delle rapine avvenute nel centese.

Gli approfondimenti investigativi svolti dall’Arma di Cento, insieme ai colleghi della Compagnia di Carpi (MO), hanno permesso di raccogliere diversi elementi a carico dei due giovani controllati; inoltre, grazie anche alle testimonianze assunte nel corso degli accertamenti, è stato identificato il terzo soggetto che era stato notato da alcune persone nei giorni antecedenti alle rapine alla guida dello scooter rubato. +

I tre giovani sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ferrara.