L’uomo, di origini cinesi, aveva provocato un sinistro stradale in via Diana il 12 luglio scorso, poi era fuggito e una sua connazionale si era attribuita la colpa

Al termine di una complessa indagine, la Polizia Locale Terre Estensi ha denunciato un uomo di nazionalità cinese che nel pomeriggio del 12 luglio scorso aveva provocato un sinistro stradale in via Diana.

L’incidente aveva coinvolto un’auto Mercedes e un autocarro, il cui conducente a seguito della scontro, aveva riportato alcune lesioni. Intervenuti per i rilievi, gli agenti avevano trovato sul luogo dell’incidente la proprietaria della Mercedes, una cittadina cinese che non parlava italiano, vista sopraggiungere dai presenti poco prima dell’arrivo della pattuglia.

La donna ha cercato in modo plateale di attribuirsi la responsabilità del sinistro, ma la versione da lei fornita non ha convinto la Polizia locale, che ha pertanto avviato le indagini.

Dai primi accertamenti e grazie alle testimonianze di alcuni cittadini, gli agenti hanno potuto appurare che il conducente della Mercedes non era la proprietaria, bensì un uomo, suo connazionale, che dopo aver provocato il sinistro si era dato alla fuga a piedi in circostanze rocambolesche.

Le indagini sono state rese difficoltose anche dalla scarsa collaborazione della proprietaria dell’auto che interrogata su chi avesse la disponibilità della sua auto, ha inizialmente fornito agli agenti un nominativo, salvo poi ritrattare, fornendo un nominativo differente.

Con gli scarsi e frammentari elementi a disposizione, la polizia locale ha indagato nella cerchia di amicizie e tra i conoscenti della donna, effettuando verifiche anche sui luoghi di lavoro allo scopo di rintracciare l’autore dell’incidente.

Il conducente della Mercedes che aveva provocato l’incidente del 12 luglio ha deciso di costituirsi ammettendo le proprie responsabilità.

L’uomo è stato denunciato. Ulteriori accertamenti inoltre, hanno permesso di verificare che la patente gli era stata revocata, pertanto nei suoi confronti è scattata la sanzione amministrativa di oltre 5.000 euro.