I 22 componenti della delegazione Ucraina di ginnastica artistica sono stati accolti grazie al progetto portato avanti dalla Palestra Ginnastica Ferrara A.s.d. 

Ieri, 7 aprile, ricorreva la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e per la pace, istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU per ricordare l’inaugurazione dei primi Giochi Olimpici Moderni. 

Per coincidenza e segno del destino cominciava anche la parte “pratica” del progetto di Accoglienza Sportiva della delegazione Ucraina di Ginnastica Artistica voluto e attuato dalla Palestra Ginnastica Ferrara A.s.d., supportata da una fantastica rete che si è attivata e si sta attivando per renderlo possibile.

I 22 componenti della delegazione Ucraina di ginnastica artistica sono stati accolti, tra gli aeroporti di Linate ed Orio al Serio, dal tecnico della serie A Claudio Pasquali, dal consigliere palestrino Mirko Rimessi e dall’interprete ucraina Oksana, a bordo di un pullman della Polizia di Stato, che è stata di fondamentale aiuto in questo tratto del viaggio. Insieme a loro anche altre due ginnaste che invece andranno in Romagna, ospiti della Ginnastica Riccione, che si è attivata a sua volta per accogliere alcuni atleti.

La delegazione verrà ospitata presso Palazzo Giglioli, soluzione resa possibile grazie all’interessamento dell’assessore comunale Angela Travagli e dalla disponibilità della Provincia e del suo Presidente Gianni Michele Padovani. Tale location nel centro storico di Ferrara è stata restaurata alcuni anni fa per ospitare la sede in Italia del Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo.

I ginnasti ucraini, tra cui Illia Kovtun oggi uno dei più forti ginnasti al mondo, potranno continuare ad allenarsi, in serenità, presso il Palagym “Orlando Polmonari” di Ferrara, dove già oggi è prevista la visita del Presidente della Federazione Ginnastica d’Italia cav. Gherardo Tecchi.

Fra le storie di questi ginnasti e delle loro famiglie c’è quella di un ragazzo di neppure 18 anni arrivato da solo all’aeroporto di Bergamo, l’ultimo nome che si è aggiunto alla lista. Doveva essere anche lui del gruppo ma, da oltre 20 giorni, non si sapeva più nulla di lui (ma nei bunker delle persone normali il telefono non prende bene). Il suo nome era stato quindi depennato. Poi pochi giorni fa ecco che torna il segnale, giusto il tempo per accordarsi. La sua città, poco a nord di Kiev, non c’è più: è stata distrutta dalle bombe. Il ragazzo ha dunque la possibilità di infilare tutto quel che è rimasto in un trolley, prendere un torpedone, infilarsi tra i bagagli, perché altro posto non c’è; 26 ore stipato così, con la sola speranza di varcare il confine con l’Ungheria. Da lì il treno fino a Bratislava, meno di due ore di volo e finalmente l’Italia.

Il sito della Palestra Ginnastica Ferrara ha una sezione apposita sul progetto in cui vengono continuamente aggiornate le iniziative connesse e il crescere della rete di solidarietà che l’Associazione sta mettendo assieme, consapevole che solo con l’aiuto e la generosità di tanti si raggiungono obiettivi importanti come questo.