Il Comune ha già ottenuto 5,6 milioni di euro per l’emergenza abitativa. Candidati anche sei progetti in ambito sociale per 4,6 milioni

Riqualificazione di alloggi di edilizia pubblica, sostegni alle famiglie in difficoltà, accoglienza per persone senza fissa dimora, servizi domiciliari e apparecchiature intelligenti per anziani e disabili. Tanti sono gli ambiti del sociale sui quali il Comune di Ferrara intende intervenire percorrendo la strada dei fondi Pnrr per finanziare progetti innovativi da realizzare sul territorio nei prossimi mesi. In programma interventi per un totale di quasi dieci milioni di euro, di cui oltre la metà sono già stati ottenuti per l’ambito dell’emergenza abitativa e i restanti sono stati già richiesti con la candidatura di sei progetti di carattere sociale.

Tutti i dettagli sulle progettazioni in campo sono stati illustrati nei giorni scorsi dall’assessore comunale alle Politiche Sociali e Abitative Cristina Coletti, dall’assessore ai Lavori Pubblici e Recovery Fund Andrea Maggi e dalla vicepresidente di CSV Terre Estensi Laura Roncagli.

«5,2 milioni di euro – come precisato dall’assessore Coletti – è la somma già ottenuta dal Comune, nell’ambito dei fondi nazionali complementari al Pnrr, per la realizzazione di interventi nei fabbricati di edilizia residenziale pubblica di via Bologna 790 e di via Verga 62, 64,66 e 72 a Ferrara. Si tratta di un totale di 48 alloggi, in parte destinati all’emergenza abitativa e in parte all’erp per i quali saranno eseguiti lavori di adeguamento sismico, a garanzia di una maggiore sicurezza, ed efficientamento energetico, per una riduzione delle spese di mantenimento». Ad occuparsi della gestione dei finanziamenti concessi e dell’esecuzione dei lavori sarà Acer Ferrara, cui il Comune affiderà il ruolo di soggetto attuatore, sulla base di una specifica convenzione, che non prevede un corrispettivo economico, ma un rimborso spese quantificato nel 15% dell’importo di progetto (più Iva).

4,6 milioni di euro ammonta invece la somma complessivamente richiesta dal Comune di Ferrara come capofila del Distretto Centro Nord, con la candidatura, presentata giovedì scorso, di sei progetti di ambito sociale per l’assegnazione di fondi della Missione 5 del Pnrr. «Si tratta – ha spiegato ancora l’assessore Coletti – di progetti per il supporto alla domiciliarità di anziani e disabili, di azioni di sostegno alla genitorialità, di percorsi per persone senza fissa dimora e di azioni di supporto agli operatori sociosanitari attraverso la formazione continua. Tutti progetti che hanno aderito anche alla manifestazione di interesse della Regione del dicembre scorso e che per questo ottengono già 20 punti utili all’inserimento nelle graduatorie di assegnazione dei fondi Pnrr». Per la realizzazione di questi sei progetti il Comune ha voluto al proprio fianco, con una convenzione per la coprogettazione e corealizzazione degli interventi, il Centro servizi per volontariato (Csv) Terre Estensi «a cui – come sottolineato dall’assessore Coletti – va riconosciuta la conoscenza del territorio e dei suoi bisogni, attraverso le numerose associazioni che lo compongono, ma anche la capacità di attuare nuove pratiche e attivare collaborazioni innovative».

«La nostra è un’attività – ha detto la vicepresidente di CSV Terre Estensi Laura Roncagli – di ascolto delle realtà associative del territorio per valutare come coinvolgerle nella realizzazione delle varie azioni, perché molti dei progetti in programma saranno condotti proprio con la partecipazione delle associazioni del Terzo settore, da sempre capaci di cogliere al meglio le esigenze dei cittadini proponendo percorsi innovativi».

Il percorso di candidatura dei progetti proseguirà ora con la valutazione, nelle prossime settimane, delle domande da parte del Ministero e la pubblicazione delle graduatorie a giugno, con l’eventuale avvio delle attività già nel mese di luglio.  

«Con questi progetti di ambito sociale – ha concluso l’assessore Maggi – sfatiamo la falsa credenza che il Pnrr si occupi solo del sostegno a interventi su infrastrutture o sul digitale, mentre non è affatto così, come dimostrano proprio questi interventi, che come ci chiede l’Europa, sono un bell’esempio di trasversalità e danno piena attuazione al significato di ripresa e resilienza del Pnrr, proponendo soluzioni alle problematiche sociali con l’intervento congiunto di istituzioni e Terzo settore».