Intervenuti il Presidente della Provincia e i Sindaci del ferrarese: “Scelta inaccettabile, così si penalizzano servizi e lavoro. Ci aspettiamo ripensamenti

Bper banca ha annunciato alle organizzazioni sindacali la chiusura, da fine maggio, di 7 sportelli sul territorio della provincia di Ferrara. Nei quattro anni che hanno fatto seguito all’acquisizione di Carife le filiali sono già passate da 55 a 28. A seguito della comunicazione della banca sono intervenuti gli esponenti delle istituzioni del territorio, il presidente della Provincia di Ferrara Gianni Michele Padovani, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e tutti i sindaci della provincia.

È netta la contrarietà per iniziative unilaterali che porteranno al taglio dei servizi, che graverà soprattutto sull’utenza fragile, mettendo a rischio i posti di lavoro e penalizzando professionalità. Queste scelte peseranno su un bacino di circa 30mila persone, influenzando negativamente l’accesso ai servizi e la possibilità della loro fruizione. Per queste ragioni, come presidente della Provincia, sindaco del Comune capoluogo, unitamente a tutti i sindaci della provincia, esprimiamo la nostra ferma opposizione alle decisioni autonomamente assunte da Bper banca, che intende procedere a una ulteriore riduzione di sette sportelli dopo che dal 2017 – data di acquisizione della ex Carife – ha sostanzialmente dimezzato la sua presenza territoriale. Una banca che chiude crea un vuoto di servizi, soprattutto nelle aree più isolate. E questo grava, innanzitutto, su chi ha difficoltà di spostamento, anziani in primis”.

Inaccettabile inoltre è anche la modalità con cui sono state assunte queste decisioni – continuano gli amministratori locali –: senza alcun coinvolgimento territoriale, senza interpellare le istituzioni, senza alcuna apparente motivazione visto che le filiali sono, come sottolineano i sindacati, quasi tutte in bonis e certamente rappresentano presidi in bacini storici.

Ci aspettiamo un ripensamento da parte dell’azienda e scelte diverse, che tengano conto delle esigenze dei territori e che siano rispettose del lavoro e dei servizi. Mentre la Regione e i territori procedono nella direzione del Patto per il lavoro e per il clima, le scelte di Bper sembrano procedere in direzione opposta. Una banca territoriale, con un proprio bilancio sociale e di sostenibilità – concludono –, dovrebbe partire dall’ascolto delle esigenze dei cittadini, evitando scelte che penalizzino chi il territorio lo vive quotidianamente“.