Il Comune di Ferrara aveva resistito in giudizio contro la richiesta della ricorrente di annullare la delibera di surroga

È stato respinto dal Tribunale Amministrativo Regionale il ricorso presentato da Rossella Arquà, ex consigliera dimissionaria del gruppo Lega Salvini Premier, contro la delibera del Consiglio Comunale del 28 giugno 2021, con la quale il civico consesso di Ferrara aveva deliberato la surroga e l’attribuzione del seggio comunale vacante, a Stefano Franchini.

Il Comune di Ferrara aveva resistito in giudizio contro la richiesta della ricorrente di annullare la delibera di surroga, ritenendo, come già motivato in sede di seduta Consiglio, di dover procedere in presenza di dimissioni sottoscritte e protocollate alla surroga entro i termini previsti per legge, al fine di non penalizzare le attività istituzionali.
La sentenza ha confermato, come si legge nelle motivazioni, che “le dimissioni hanno avuto come destinatario il Consiglio comunale, sono state sottoscritte dalla Arquà nelle mani del Presidente del consesso, e quest’ultimo ne ha curato la tempestiva protocollazione effettuata l’11 giugno 2021 alle ore 10:37, pochi minuti dopo averle ricevute all’appuntamento che ha avuto luogo dopo le ore 10:00”.

Questa sentenza pone fine all’inaccettabile tentativo messo in atto dalla ex consigliera e dai suoi legali di rientrare in Consiglio Comunale dopo aver consegnato le dimissioni e dopo aver ammesso fatti gravissimi – commenta il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri –. È la giusta conclusione per l’ennesima battaglia giudiziaria degli avvocati di area Pd che cercano di ostacolare il nostro operato, facendo solo perdere tempo alla magistratura e denaro pubblico ai cittadini. Chi ha difeso una persona che ha ammesso di aver mandato lettere minatorie ad un membro della giunta ora si renderà finalmente conto di essere caduto in un grave errore“.
Bene ha fatto il Consiglio Comunale, con i voti della sola maggioranza, a procedere già lo scorso giugno, con la surroga, nonostante gli attacchi partiti dai banchi della minoranza che addirittura lasciò l’aula per protesta disconnettendosi dalla seduta online – afferma ancora Fabbri –. Mi auguro che il Pd e tutta l’opposizione, che hanno sfruttato questa vicenda per tentare di delegittimare l’operato del civico consesso e gettare fango, ancora una volta, sulla nostra amministrazione, faccia ora ammenda e chieda scusa ai ferraresi. Sarebbe stato gravissimo che una persona che ha tradito tanto profondamente il mandato dei cittadini, potesse sedere di nuovo tra gli scranni degli eletti, passando dalla maggioranza all’opposizione, solo con l’obiettivo di creare danno a chi lavora per il bene della città“.