In via Marina 31 un unico luogo fisico per politiche sociali, ufficio scuola e servizi alle famiglie

È stato presentato ufficialmente la scorsa settimana, giovedì 14 ottobre 2021, il Polo Sociale del Comune di Comacchio. Un momento solenne atteso dalla comunità e dagli operatori e desiderato tanto anche dall’Amministrazione. 
È Tiziana Gelli, assessore politiche sociali a rappresentare l’istituzione all’evento: “Ci siamo, finalmente. Grazie a tutti voi”. Pochissime emozionate parole, che perfettamente descrivono il gioioso traguardo raggiunto. 

Il realtà, il Polo Sociale, è molto più di un luogo: esprime piuttosto una modalità di operare e degli obiettivi di lavoro. La creazione, infatti, di uno spazio unico condiviso in grado di accogliere servizi a valenza sociale, sportello politiche sociali, ufficio casa e centro famiglie è la nuova tappa di un percorso ben radicato nel territorio comacchiese.

Un sincero ringraziamento è stato espresso a tutte le istituzioni e gli operatori impegnati nel servizio: a Roberto Bentivegna, dell’Azienda USL, per la stretta e proficua collaborazione 
Ilaria Fogli, coordinatrice regionale dei Centri per le famiglie, per la sua presenza costante, che ha visto nascere il Centro per le famiglie oggi punto di riferimento per Comacchio e Patrizia Buzzi, del servizio politiche educative e sociali, figura storica che tanto ha lavorato – e lavora tutt’ora – per il Centro fin dalla sua sperimentazione.

Il nuovo spazio, situato in via Marina 31, consente un salto di qualità notevole. Un chiaro esempio di una comunità viva che interpreta l’investimento sociale come opportunità, non spesa. Si tratta del futuro della collettività per le quali tutti: Comune, enti pubblici, associazioni e cittadini, mettono in campo energie. Un lavoro corale emerso, se si vuole, in maniera preponderante durante il Covid: uno dei momenti più difficili della storia recente e che ha messo alla prova anche i servizi sociali, implicandone una revisione ed una trasformazione per nulla scontata.
Servizi, luoghi e persone – appunto – che fanno la differenza: Comacchio, infatti, da anni può contare su uno sportello sociale qualificato, grazie a professionalità qualificate, come le assistenti sociali, per andare verso un welfare sempre più strutturato. Dopo anni di sacrifici e servizi peregrini, il Comune dona oggi a Comacchio un laboratorio di innovazione per pensare nuove idee e nuove soluzioni. Con una grande sfida: soddisfare i bisogni di una comunità che cambiano ad una velocità mai vista finora. 

Il Polo sarà anche il luogo in cui dare risposte alle esigenze abitative di Comacchio, grazie alla presenza dell’Ufficio Casa di ACER Ferrara. Primo sportello provinciale della provincia decentrato rispetto al capoluogo, l’ufficio di Comacchio è attivo fin dal 2013. “Ed oggi – dichiara con orgoglio Diego Carrara di ACER Ferrara – mettiamo a valore quella scelta: consentire facilità di accesso ai nuclei abitativi più deboli”. Un servizio richiesto e che lavora a pieno ritmo: aperto tutti i martedì dalle 9 alle 13, permette di seguire le domande dei cittadini attraverso un servizio di prossimità, con 500 accesi in media l’anno e tra i 4500-5000 in 7 anni, in grado di garantire ora luoghi riservati agli utenti visto la delicatezza delle tematiche trattate. “Che da oggi stia nel Polo Sociale – conclude Carrara – ed incroci la disponibilità di altri servizi, con cui spesso c’è necessità di interfacciarsi, è una condizione favorevole. Non dimentichiamo che Comacchio, con le sue 500 unità abitative è seconda solo a Ferrara”.

Il concetto – più volte richiamato nel corso della presentazione – è quello di un laboratorio, sintesi di sistema, con la persona al centro. A confermarlo anche gli operatori del sociale che hanno valorizzato il metodo di lavoro adottato che vede l’ascolto del bisogno lo strumento eletto per individuare percorso da intraprendere. Un servizio fatto da persone con una buona lettura di bisogni della comunità, dei servizi offerti e delle associazioni attive.

C’è poi il Centro per le Famiglie gestito dalla coop. Girogirotondo, che già dal 2009 fa parte della rete regionale, che assicura accompagnamento nel pre e post parto, consulenza educativa per i ragazzi dai 6 ai 10 anni, oltre alla consulenza psicologica per adolescenti e loro famiglie, insieme alla consulenza legale.
Un servizio sempre più strutturato ed in crescita continua, che nel corso della pandemia è stato vicino alla gente aprendo uno sportello per persone sole ed in condizione di fragilità, dando vita ad una newsletter e da qualche anno “È nato” per il supporto ai neo genitori nei primi 1000 giorni di vita. Un luogo dove chi accede trova non solo consulenti, ma incontri tematici, momenti di socializzazione tanto altro ancora. 

In questo contesto hanno assunto un valore particolare le parole di Ilaria Fogli, coordinatrice dei centri per la regione Emilia Romagna, che oltre a descrivere nel merito i contenuti su cui si sta lavorando per il prossimo futuro, ha saputo tracciare il percorso su cui si è orientati: tentare di conoscere e monitorare insieme ai coordinatore dei centri territoriali i bisogni dei territori per le famiglie, non solo quelle con bambini piccolissimi. Fogli ha speso parole importanti per la realtà locale, affermando che “Professionalità come quelle presenti qui a Comacchio, molto qualificate e creative, hanno fatto la differenza. Seguiamo dalla Regione con interesse questa attenzione caratteristica perché questo [il Centro] é un luogo di prevenzione, dove c’è un’innata abitudine a lavorare in rete”.

Non poteva mancare un sincero e genuino ringraziamento all’Istituto Remo Brindisi ed alla Civica Scuola di Musica, presenti all’evento e testimoni di una comunità viva, attiva e partecipe.