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Appello per la Prima Cittadina di Maidan Shar: “Raccogliere grido di dolore, noi disponibili a ospitarla”

Siamo pronti a fare la nostra parte. Di fronte alla catastrofe umanitaria in Afghanistan, daremo – come ente locale – la massima disponibilità per salvare vite, a partire da donne e minori. Come sindaco, come cittadino, sono pronto a dare un contributo e a mettere in campo la massima collaborazione, nel limite delle possibilità che possiamo offrire, per sottrarre i civili esposti alla barbara azione degli estremisti islamici. Quanto sta accadendo è grave, deve interrogare l’Occidente e non ci può lasciare indifferenti. In una situazione di questo tipo – e di fronte a questa emergenza – tutti devono fare la loro parte, e mi aspetto anche e soprattutto una risposta, unitaria, dell’Europa. Una risposta veloce, mirata, adeguata, attraverso l’attivazione di corridoi umanitari e non con un approccio caotico come, purtroppo, troppe volte visto in passato, che metterebbe unicamente a rischio la sicurezza. Non saremo disponibili a subire le scelte sbagliate o l’inerzia imposta da Bruxelles“. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri sulla situazione in Afghanistan.

Fabbri fa inoltre sapere di essere “assolutamente disponibile” ad accogliere la proposta dei capigruppo di maggioranza a favore di Zarifa Ghafari, 27 anni, la sindaca più giovane dell’Afghanistan, nella provincia di Maidan Wardak, da sempre in prima linea per i diritti delle donne, che – al New York Times – ha recentemente dichiarato di essere fortemente preoccupata dall’arrivo dei talebani e in pericolo di vita.

“Ferrara c’è – dice il sindaco Fabbri –. Siamo pronti a dare accoglienza e tutto il supporto per salvare Zarifa Ghafari e la sua famiglia. Il mio pensiero va, in particolar modo, a tutte le donne: mi auguro che la comunità internazionale si attivi immediatamente e che predisponga azioni concrete per la tutela e la sicurezza.
L’esplosione dell’attuale situazione è il segno di errori mastodontici dell’Occidente e oggi l’Occidente ha il dovere di salvaguardare e proteggere chi si è speso in prima persona, sognando per il proprio Paese, purtroppo invano, un futuro di democrazia e di libertà“.

Anche il Presidente della Regione Stefano Bonaccini afferma che l’Emilia-Romagna è pronta a fare la sua parte sulla crisi afghana.

In queste ore drammatiche già molti Sindaci di questa regione, e non solo di una parte politica, hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i profughi e quanti riusciranno a lasciare l’Afghanistan – sottolineano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e la vicepresidente e assessora al Welfare Elly Schlein –, dando prova di quella umanità e di quel senso civico che da sempre contraddistinguono questo territorio. Anche la Regione sta seguendo con attenzione l’evolversi della situazione ed è pronta a fare la propria parte, in raccordo con il Governo e i territori, per garantire un‘azione che sia il più possibile coordinata ed efficace. Il nostro pensiero va innanzi tutto alle donne, ma anche ai bambini e a quanti in queste ore drammatiche si trovano in una condizione di maggiore fragilità”.

Secondo Bonaccini e Schlein è urgente ora “attivare corridoi umanitari e aiuti alla popolazione, ma allo stesso tempo sarà necessario compiere una riflessione approfondita su quello che è successo, e sul ruolo della politica. E’ una responsabilità che ci chiama in causa tutti come Occidente e come Europa”.