Mercoledì sera è andata in onda la puntata dove è stato presentato il nuovo impianto pilota di riciclo molecolare MoReTec, avviato a Ferrara da LyondellBasell

Ferrara protagonista di una tecnologia nuova per decomporre la plastica e farla diventare come un materiale naturale. Ne ha parlato Superquark, la celeberrima trasmissione Rai, nella prima serata di mercoledì 21 luglio, presentando il nuovo impianto pilota di riciclo molecolare MoReTec, avviato a Ferrara da LyondellBasell che consente di trasformare la plastica finora non riciclabile in nafta, da cui è possibile creare nuova plastica vergine.

Il nuovo impianto, presentato nelle scorse settimane, aveva fatto dire al sindaco Alan Fabbri: “Siamo orgogliosi che Ferrara – città leader nella raccolta differenziata – stia diventando un punto di riferimento importante nelle nuove tecnologie per il riciclo molecolare. Grazie all’esperienza, alla competenza e alla ricerca condotta al Petrolchimico la nostra città si candida a un ruolo da protagonista di una necessaria svolta sostenibile, al centro delle sfide del Pnrr e del futuro che vogliamo costruire“.
Il racconto di Superquark è stato ambientato proprio al polo petrolchimico ferrarese, “luogo sacro per la scienza italiana” ha detto il conduttore Giovanni Carrada davanti a “un pezzo, risalente al 1957, del primo impianto al mondo per la produzione del polipropilene, la prima plastica moderna“. Una creatura di Giulio Natta che, per questo, ottenne il Nobel della chimica.

La sfida affrontata dall’azienda parte da alcuni dati: dei 3,6 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno in Italia, un terzo viene bruciato (liberando anidride carbonica) e un terzo finisce in discarica (“la soluzione peggiore”) e solo un terzo viene riciclato. Con la tecnologia sviluppata da LyondellBasell “con calore e assenza di ossigeno i polimeri della plastica si spezzano in molecole più piccole“. Così “tutto viene recuperato e nessun inquinante viene liberato all’esterno“. La ricetta a cui si lavora nell’impianto sperimentale di Ferrara si chiama “pirolisi”. I tempi di progettazione e gestione di futuri grandi impianti di riciclo? Serviranno “due anni di prove” e i primi impianti “potranno essere pronti già tra cinque anni“.  
Nel nostro centro ricerche di LyondellBasell abbiamo una lunga tradizione di sviluppo e innovazione – ha detto Gabriele Mei, presidente Basell Poliolefine Italia –: siamo operativi da quasi 70 anni e da tanti anni sviluppiamo tecnologie vendute e utilizzate in tutto il mondo. Ci auguriamo che anche la nostra tecnologia di riciclo molecolare, come altri casi che ci vedono protagonisti, possa essere utilizzata in tutto il mondo“.