Al via il trattamento delle acque del fossato per combattere la proliferazione delle alghe

Nei prossimi giorni l’acqua del fossato del Castello Estense potrebbe diventare di colore scuro, quasi nero. È il possibile effetto che può essere prodotto dal versamento di circa 160 litri di bioliquido, che i tecnici della Provincia hanno versato con lo scopo di contrastare la proliferazione delle alghe.

L’annerimento delle acque non è certo, ma è possibile in seguito alla reazione del prodotto usato una volta venuto a contatto con le alghe. Un probabile effetto, dunque, della durata di alcuni giorni, per poi restituire l’acqua del fossato alla sua colorazione naturale e, soprattutto, ripulita dalle alghe.

I circa 160 litri di bioliquido è lo step iniziale del trattamento, il cui programma prevede altri versamenti di più modeste quantità – dai 20 ai 40 litri per volta – che saranno ripetuti nelle prossime settimane, fino al termine dell’estate, per il mantenimento delle acque liberate dalla morsa delle alghe.

Con il cambio stagione, e cioè con l’abbassamento delle temperature, l’azione della Provincia sulla fossa del Castello proseguirà prevalentemente azionando le paratie d’ingresso dell’acqua proveniente dalla darsena di San Paolo, favorendone il ricambio e, quindi, l’eliminazione dei residui algali rimasti sul fondo a seguito dell’iniziale trattamento.

Il progetto è stato messo a punto dalla struttura tecnica della Provincia in collaborazione con l’impresa Chriva di Roma, nel cui curriculum conta interventi di bonifica del lago Trasimeno, che tramite ricerche di laboratorio ha messo a punto il liquido utilizzato a Ferrara. Prodotto assolutamente biologico e pertanto senza effetti dannosi per il pesce che vive nella fossa  e tantomeno alla struttura muraria del monumento simbolo di Ferrara.