Alla cerimonia presenti anche il Presidente Bonaccini, il vescovo Perego e il prefetto Campanaro; il sindaco Saletti: “Le crepe, fisiche e metaforiche, della ricostruzione si stanno rimarginando

Una cerimonia molto sentita dalla comunità locale della frazione di Ponte Rodoni di Bondeno. Un luogo piccolo ma estremamente vivo e partecipato. Sull’altare della nuova chiesa ricostruita dopo il sisma del 2012 e consacrata all’Assunzione di Maria Santissima nella serata di lunedì 31 maggio, si sono succeduti diversi ospiti con gli occhi gonfi di commozione. Fra questi, il sindaco di Bondeno, Simone Saletti: «Ricordo perfettamente le terribili scosse: un momento triste in cui non si sapeva se qui a Ponte Rodoni la chiesa sarebbe stata ricostruita oppure no. Invece, oggi questo è il posto in cui i cittadini possono ritrovarsi e sorridersi a vicenda. In questo luogo rivivo spezzoni della mia giovinezza, di quando suonavo nel parco adiacente: è quindi naturale per me la commozione di oggi. Le crepe, fisiche e metaforiche, della ricostruzione si stanno rimarginando – chiosa il sindaco – e non bisogna mollare proprio ora».

Emozionato anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha voluto partecipare alla cerimonia in quanto «sono proprio i luoghi piccoli come questo a restituirci la misura della comunità. Nel 2012 dicemmo che avremmo ricostruito tutto, l’unica cosa che non si poteva ricostruire era il dolore per la scomparsa delle vittime. Oggi, 44 dei 59 comuni inizialmente appartenenti al cratere sismico hanno definitivamente completato la ricostruzione: lo stesso presidente Mattarella disse che questa ricostruzione, una volta terminata, sarà ricordata come esemplare».

Di carattere estremamente personale è stato anche l’intervento dell’architetto che ha progettato la struttura, Antonio Persi di San Pietro in Casale: «Questa è una chiesa della comunità, basata su un paradigma francescano della fede: materiali semplici, senza troppi pregi architettonici, ma estremamente funzionali allo stare insieme. In questo progetto ho messo tutto il mio senso cristiano».

La cerimonia di consacrazione è stata officiata dall’arcivescovo Monsignor Gian Carlo Perego, il quale durante l’omelia ha condotto un parallelismo tra la ricostruzione post-sisma e l’uscita dal periodo di emergenza sanitaria: «Guardiamo a un tempo di rinascita, e così sia».

Presenti in gran numero i parrocchiani, guidati dal parroco don Mario, e il prefetto di Ferrara, Michele Campanaro.